Cortina d’Ampezzo, 21 Febbraio 2012
I partecipanti al gruppo “PROGETTO REFERENDUM”, che si schierarono a favore del SI durante la campagna referendaria del 2007, sono profondamente delusi dell’attuale Amministrazione Comunale che deliberatamente, e con grande insolenza, ha ignorato la volontà popolare espressa con quel voto, annullandone di fatto il risultato. Vista quindi la consistenza del risultato ottenuto per il passaggio dei tre comuni ladini alla provincia di Bolzano, ( ben il 76,53%, ) il Progetto referendum ha deciso di riproporsi in un movimento, nel chiaro intento di ottemperare alle indicazioni espresse nella consultazione, in vista del difficile , ma possibile raggiungimento degli obiettivi individuati.
Quello storico referendum, finalmente realizzatosi dopo novant’anni dalla sua prima richiesta, ha di fatto unito gran parte della popolazione: coloro che per cultura e tradizioni si sentono affini al vicino Tirolo , e coloro, che in quella appartenenza intravedono l'unico futuro possibile. Infatti, la Provincia Autonoma di Bolzano è sicuramente in grado, dato il suo quadro normativo, di assicurare una effettiva tutela del territorio e dei cittadini che lo vivono. Non bastano certo i provvedimenti ad hoc tesi a colmare un divario di per sė incolmabile: ciò che davvero risulta indispensabile per la stessa sopravvivenza della nostra popolazione, è un insieme di leggi e di norme che possano garantire una sostanziale tutela del cittadino residente. I cittadini, infatti, stanchi di un governo regionale privo di una politica che li tuteli, vivono uno stato di progressiva sfiducia e demoralizzazione, incapaci di immaginare un futuro sereno per sè e per i propri figli.
Il Referendum, proposto con forza da Siro Bigontina Titoto e patrocinato dalle più importanti associazioni ladine : ULDA per i Ladis d'Anpezo, Ladins da Fodom e Ladin da Col, è stato voluto dalle tre Amministrazioni Comunali di Cortina d’Ampezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia, le quali, proprio perché si sono esse stesse fatte carico della consultazione referendaria, avrebbero poi dovuto assumere necessariamente gli oneri di ogni successivo passaggio in ordine al suo adempimento.
Il sindaco Franceschi, il più titolato a dare attuazione alla volontà popolare in virtù del maggior numero di cittadini amministrati, se ne è invece totalmente disinteressato, ha insabbiato la pratica, dimostrando in tal modo di prendere in giro la popolazione disconoscendone il principale diritto che è quello di veder riconosciuta la propria aspirazione.
E ' fuor di dubbio, infatti, che la volontà della popolazione sia sempre sovrana, e che la sua attuazione sia un dovere politico e morale da parte di qualsiasi amministrazione. Su questa base e con questo principio, da diversi mesi ci siamo attivati per dare inizio, unitamente ad altri gruppi politici, ad una nuova formazione che si costituirà ufficialmente fra breve. Le diverse correnti di pensiero esistenti nella stessa, creano in questa unione una ricchezza di ideali, competenze e conoscenze che, sorrette da una ferrea volontà, faranno uscire il nostro paese da questa stagnazione, ponendo le basi per un futuro culturalmente ed economicamente stabile per una superiore qualità della vita nella nostra Valle.
All' interno del gruppo così costituito, porteremo le istanze della nostra cultura secolare, ma anche specifiche competenze riguardanti leggi e normative, in ogni aspetto della vita civile e economica , nel chiaro riconoscimento dell'importanza fondamentale che nel nostro contesto assume la conservazione e la valorizzazione delle risorse ambientali.
Il risultato del Referendum e la nostra storia ci offrono una possibilità, sappiamo che è una strada irta di difficoltà, e piena di ostacoli. ma in un' Europa che sempre più ambisce a divenire Europa dei popoli, in un’Italia che ha tolto le province, in un mondo sempre più globalizzato ma che garantirà un plus valore ai paesi che resteranno integri, c’è ampio spazio per le nostre richieste.
Nascondere la testa sotto la sabbia non è la cura ai nostri problemi. La realtà è già conosciuta dalla maggior parte della popolazione. Siamo inseriti in una regione industriale ed agricola di pianura, una regione che non ha mai applicato l'articolo 116 della Costituzione, che propone forme particolari di autonomia in favore delle zone montane, una regione che utilizza il nostro territorio ad uso e consumo della speculazione a favore degli abitanti delle aree metropolitane.
L’ultima in ordine di tempo, condivisa dal nostro Sindaco la leggiamo nell’accordo di programma di alcuni giorni fa, la regione corregge le richieste del Comune, diminuendo le volumetrie pubbliche da realizzare in project financing e, di conseguenza i loro costi, mantenendo invariati gli agi agli speculatori.
Se non ci fossero ingerenze finanziarie, speculazioni e quant’altro legato al facile denaro, sarebbe difficile capire perché in uno stato democratico come l’Italia, si acconsenta al passaggio di una Valmarecchia, dalle Marche all’Emilia Romania sulla base della loro storia, cultura,tradizioni ed economia, quando a noi per gli stessi motivi ci viene negato.
Il cammino da percorrere sarà lungo, ma siamo certi di iniziare il primo passo con il piede giusto.
Per Il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego
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