Rovesciata la targa di bronzo in ricordo dell’Imperatore Massimiliano I°
Cortina 25 Novembre 2011
Il passato non si cancella abbattendone un simbolo o rovesciando cippi e targhe commemorative. Queste sono le azioni di coloro i quali non hanno argomenti da sostenere alla luce del sole e nemmeno un linguaggio coerente e coraggioso per esporli.
Il fatto che nel ventunesimo secolo ci siano ancora persone che non conoscono la Storia non ci meraviglia; piuttosto è assolutamente in questo modo che alcuni tristi individui ce lo dimostrano con questo atto vandalico che, dato il luogo isolato, appare come un atto deliberato e comunque stolto e gratuito.
Il danneggiare una stele in ricordo di un Imperatore il quale cinquecento anni or sono, dopo aver conquistato la valle d’Ampezzo, ne ha rispettato la volontà popolare unitamente ad usi e tradizioni è una provocazione risibile che non cambia nulla, tranne la fatica per ricollocare la pietra nello stesso posto fissandola in modo più opportuno, come insegna l’esperienza.
L’appartenenza al Tirolo per quattro secoli, il quale ha sempre rispettato la nostra indipendenza e la diversità di trattamento delle popolazioni ladine storiche di cui facciamo parte, di sicuro ci onora e ci da il diritto di fare ogni cosa per perseguire quell’autonomia che ci è stata tolta arbitrariamente per i calcoli fatti anni or sono da un esigua minoranza di parlamentari.
Il nostro auspicio va sicuramente nella direzione del rispetto e della salvaguardia di ogni cultura, e, maggior ragione in terra ladina, non accettiamo alcuna discriminazione incolta e gratuita.
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego
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