martedì 14 giugno 2011

La gestione dell'acquedotto deve tornare al comune, ci costa troppo cara l'adesione al Bim.

Comunicato 14 giugno 2011

Il referendum è vinto, la gestione di un bene prezioso come l’acqua rimane in mani pubbliche. La scelta è moralmente  perfetta, ma ciò non vuol dire che la gestione pubblica lo sia altrettanto.
Il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero del Piave che è riuscito a fare un buco di bilancio di decine di milioni di euro vendendo un prodotto che all’origine non costa nulla, lascia perplessi. Non vogliamo entrare nell’analisi del bilancio attuale e in quelle degli anni precedenti, che sarà compito del  Consorzio esporlo ai 67 Sindaci dei Comuni aderenti al Consorzio che, se vi sarà un aumento tariffario, dovranno spiegarne la ragione ai loro amministrati.
A noi del Comitato Civico Anpezo interessa che il servizio dato ai cittadini sia ottimo ed economicamente vantaggioso per la popolazione. Guarda caso, a Cortina ci sono due consorzi privati che gestiti in modo corretto sono in attivo e danno un servizio eccellente. Gli altri cittadini, i cui acquedotti sono in gestione al Bim, hanno avuto rispetto alla passata gestione comunale  un notevole aumento dei costi del servizio. Se anche spiacevole, non è comunque il motivo principale del nostro disaccordo.
Secondo noi, per i comuni della  provincia andrebbero considerati dei canoni diversi  sul consumo per i paesi non turistici, mentre per quelli con una forte presenza di seconde case andrebbe applicata una quota fissa per unità abitativa pari al 70/80% del costo attuale, e il 20/30% sul consumo idrico, sempre salvaguardando la fascia sociale più debole.
Questa modifica si rende necessaria in quanto, i proprietari di seconde case che le abitano per 20/30 giorni all’anno, pagando il metro cubo d’acqua con la tariffa più bassa in base al loro consumo, non concorrono che in minima parte al costo del servizio ricevuto, che è quello integrato della manutenzione della rete idrica e dell’ impianto fognario e non dell’acqua, che è gratuita. Oggigiorno i residenti e le imprese locali con questo sistema, sono costretti a caricarsi della maggior parte degli oneri.
Riteniamo che questo cambiamento sia un atto dovuto ai nostri concittadini, e non vorremmo mai essere costretti a chiedere all’Amministrazione Comunale di Cortina di riprendersi il servizio per attuarlo.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

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