Lettera aperta al Presidente della provincia di Belluno.
Cortina 09 febbraio 2011 - Egregio Presidente Bottaccin, ha fatto bene a ricordare al Capo dello Stato Giorgio Napolitano la situazione di disagio della popolazione del bellunese perché, in quanto garante della Costituzione, deve tutelare anche le minoranze etniche, non potendo però interferire con la procedura direttamente disciplinata dalla Costituzione stessa, la quale riserva ogni iniziativa in materia ai comuni ed alle province interessate invece ogni considerazione politica al Parlamento.
Lei Presidente Botaccin è leghista, quindi interceda presso l’On.Berlusconi e l’On.Bossi, che sono attualmente “il Governo”, perché presentino ed approvino le leggi che interessano a noi.
Se poi è amareggiato per essere “figliastro” di questo nostro stato italiano che non applica l’art. 3 della Costituzione per la popolazione da Lei amministrata, non possiamo che darLe ragione ed essere solidali. Prendersela però con il Presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder, che ha dichiarato di non festeggiare i 150 dell’Unità d’Italia in quanto si sentono una minoranza austriaca in questo paese, e non hanno scelto loro di far parte dell’Italia, ci sembra eccessivo, perchè Durnwalder ha ragione. La storia non si può cambiare.
Nelle fasi post belliche potrà anche essere interpretata secondo gli interessi dei vincitori, ma falsarla ostinatamente è una grave discriminazione.
Nel 1918 le popolazioni di lingua tedesca , quelli di lingua italiana e quelli di lingua ladina del Tirolo passarono all’Italia. Il movimento irredentista esisteva nel trentino, ma non nel comprensorio di Bolzano o nel capitanato d’Anpezo. Quindi oggi in Italia abbiamo una minoranza Tirolese di lingua tedesca ed una Tirolese di lingua ladina, e se queste minoranze, nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, “ricordano la separazione dalla madre patria”,(parole di Durnwalder), non mi sembra che i loro concetti possano essere tacciati come “dichiarazioni intollerabili che oltrepassano ogni limite” (parole del Senatore Maurizio Fistariol), ma vanno lette con il più elevato senso di civiltà e democrazia espresse anche nell’art. 21 della nostra Costituzione « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. »
Se poi Luis Durnwalder ha dichiarato che non hanno un grande interesse a festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, dal nostro punto di vista, riteniamo che è assolutamente coerente e ci associamo.
Per tutti coloro che nei nostri territori vorranno invece festeggiare : Viva la Libertà !
Per il Gruppo Progetto Referndum
Eddy Demenego
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