Cortina d'Ampezzo comunicato del 18/11/2010 -In un intervista rilasciata al periodico Voci di Cortina del mese di Ottobre c’è un’ interessante intervista rilasciata dal Vice Sindaco ed assessore alla Cultura Ladina, e proprio su questo tema troviamo certamente non interessante per i contenuti che non ci sono, ma sufficientemente chiara per capire quanto é confuso il suo pensiero.
Parlando del Referendum per il ritorno in Alto Adige dei nostri tre Comuni, con spavalderia fa a pezzi un concetto unitario dichiarando “ Sarò duro, un conto è la cultura ladina, un conto è stato il referendum, un altro ancora è ottemperare all’esito emerso dalle urne” e termina senza aver detto nulla, che il suo compito è quello di amministrare, per il resto deve pensarci il governo.
Da parte nostra ci chiediamo se sia possibile che al nostro Sindaco non venga mai in mente l’importanza del suo ruolo “politico amministrativo, e non solo amministrativo come gli farebbe più comodo, e che occupa quella poltrona in quanto eletto dalla popolazione ed alla stessa deve rendere conto del suo operato. Nel caso specifico in quella consultazione i nostri concittadini senza mezzi termini hanno decretato l’indirizzo politico, che da quel 29 ottobre 2007, la Sua e tutte le Amministrazioni seguenti dovranno onorare “combattere ad oltranza per il ritorno del nostro paese nella provincia di Bolzano”, punto e basta. Tutti I suoi bizantinismi sono pertanto fuori luogo. Il suo compito principale rimane l’adempiere al volere dell’ottanta per cento dei nostri concittadini, a meno che nel Franceschi-pensiero anche in questo caso ci siano gli estremi per dare ragione a quel venti percento di cittadini che hanno votato contro il ritorno con Bolzano.
Non è preoccupazione vana la nostra, in altra occasione al solo scopo di tenere la poltrona l’ha già fatto, ora essendo noto che nella sua maggioranza ci sono diversi Assessori e Consiglieri che del ritorno d’Ampezzo in Alto Adige non ne vogliono sapere, potrebbe rifarlo.
Ripetiamo la domanda, la popolazione di Cortina vuole sapere per quale motivo non ha fatto nulla per il referendum. Il dr. Franceschi, non può stare in due scarpe è’ tempo che scelga quale parte sostenere, anche a rischio di scontentare quei membri di giunta che sono contro il volere del popolo, a meno che non sia proprio Lui l’ostacolo, ed osservando come sta sfasciando il paese e rompere quella coesione della popolazione e delle associazioni imprenditoriali di Cortina faticosamente raggiunta in passato, potrebbe essere l’analisi più appropriata, ed è tempo di cambiare percorso per il quale non è mai troppo tardi.
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego
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