mercoledì 26 settembre 2007

Risposta al secondo volantino del gruppo del No. storici ed ultimi venuti.

Cortina d'Ampezzo Trasmissione a Radio Cortina 26/09/2007 - Oggi avremmo voluto trattare un argomento che riteniamo molto importante “ il poter vivere e lavorare nel proprio paese con una certa tranquillità” ma poi abbiamo ricevuto il volantino del gruppo d’informazione che, come ben sappiamo, appoggia il No al referendum. Abbiamo cosi deciso di rimandare le considerazioni ad altra data, e rispondere alle assurdità e insinuazioni sempre utilizzate dal gruppo del NO.
Diciamo insinuazioni, perché tali sono state fin dal primo volantino, e facendosi forti del detto: “calunnia, calunnia, che alla fine qualche cosa resterà” hanno continuato imperterriti su questa strada. Ma analizziamo i sei punti:
Primo punto: Vorremmo che… chi legge non ci vedesse come i paladini del No all’annessione al Sudtirolo… ma come cittadini che intendono portare un piccolo contributo ad un voto libero, obiettivo e consapevole.
Continuano a far finta di non sapere che il voto in realtà non dà nessuna possibilità di passare al Sudtitolo, ma che è un semplice parere dato allo stato, che dovrà poi decidere in merito. Conoscono anche le intenzioni di molti parlamentari, che cercheranno con leggi a hoc, di proibire che il parere del popolo abbia qualche possibilità di incidere sul loro incontrastato potere. Per quanto riguarda il loro piccolo contributo, i sostenitori del No hanno fatto di tutto affinché non fosse obiettivo, con informazioni sempre imprecise. 
Secondo punto: Vorremmo che.. le nostre proposte non alzassero barriere fra gli abitanti d’Ampezzo… ma che le eliminassero…riunendoci tutti nel progettare coscientemente il nostro domani. 
Ma se sono stati proprio loro a costruire le barricate (metaforicamente, s’intende!), perché non si può insinuare nella popolazioni dubbi o sensi di colpa, con il solo scopo di sostenere le loro tesi sul no al referendum. 
Noi stessi del gruppo Progetto Referendum ci siamo costituiti per controbattere punto su punto, a chiunque agisca in maniere non corretta, e proprio per questo ci hanno obbligati ad intervenire. Debbo comunque affermare che personalmente non sopporto le persone che mi obbligano ad essere sgarbato e verbalmente violento, ma non posso fare a meno di controbattere quando sento simili inesattezze.
Terzo punto: Vorremmo che .. Non si dimenticasse che linguisticamente Ampezzo non è mai stato Tirolese…
 Affermazione scorretta giacché Cortina faceva parte del Welschtirol, termine con cui si chiamavano le zone Tirolesi dove non si parlava il tedesco. 
Ed i fautori del no proseguono: ma si ricordassero che i nostri avi, dopo aver lungamente lottato ottennero di poter continuare ad usare la lingua italiana…
Altra stupidaggine: nel 1500-1600-1700 la lingua italiana non c’era ancora. I nostri avi, fieri della loro lingua ladina, l’hanno sempre parlata,
e si sono sempre opposti alla germanizzazione o, linguisticamente parlando, all’italianizzazione fascista. 
Lo sapevate che fino agli anni 1960 ad un sindaco di Cortina erano erogati una decina di milioni di lire per l’italianizzazione di Cortina?
Mi sembra chiaro che in paese gli abitanti si sono sempre sentiti ampezzani ed ovviamente ladini.
Quarto punto: Vorremmo che… L’elettore ragionasse sul fatto che Ampezzo non ha mai avuto, non ha e non avrà mai una sua Heimat, come quella sudtirolese.
Ma quale confusione linguistica hanno i sostenitori del No? Heimat è una parola dolcissima che non ha una sua corrispondenza in italiano, ma che vuole significare la terra natia, la patria, il paese natio, è il luogo dove si vive con la propria famiglia, e speriamo che i nostri concittadini amino tanto Cortina da  augurarsi di non dover mai essere costretti ad  emigrare e che possano sempre gioire nella loro dolce Haimat d’Ampezzo.
I sostenitori del no continuano suggerendo che invece di pensare alla loro Heimat, 
potrebbero invece occupare nuovamente il posto che gli spetta in Magnifica Comunità del Cadore, vuoto da quasi 500 anni.
Per quanto riguarda questo seggio, per 400 anni non poteva essere occuparlo (eravamo parte del Tirolo), dopodiché ci pensò il ventennio, ed in seguito la repubblica con le sue leggi a sfavore della montagna, a renderlo inutile!
Quinto punto: Vorremmo che…Nessuno dimenticasse i 404 anni di storia tirolese, che hanno segnato la parlata, le tradizioni la cucina d’Ampezzo…Ma non si dimenticassero neppure i 91 anni di storia veneziana e gli 89 di storia italiana, che caratterizza il nostro paese ormai da tre generazioni. 
Credo che essere stati parte di quella grandiosa repubblica che era Venezia sia, anche se sono passati più di 500 anni, un vanto per chiunque. Per il resto le 3 generazioni di cui una sotto il fascismo, che abbiamo passato con l’Italia non sono state sufficienti a farci dimenticare le 16 generazioni passate insieme ai ladini delle valli Altoatesine.
Sesto punto: Vorremmo che…Ampezzo non svendesse per denaro la cosa più importante che ancora possiede la PROPRIA IDENTITA’.
Ed è proprio per salvare la nostra identità che ci siamo posti a guardia della verità, non è certo il denaro la cosa più importante, ma cerchiamo anche di non danneggiarci. Per quale motivo gli abitanti di Cortina non debbono aspirare ad avere una vita più sicura, con un lavoro certo ed un’abitazione nel proprio paese, una garanzia che i propri figli possano loro stessi avere un  domani, un futuro assicurato da una buona e saggia amministrazione territoriale?
per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

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