venerdì 19 ottobre 2007

Politica,Politici e Referendum.

Cortina d’Ampezzo Trasmissione a Radio Cortina 19/10/2007 - Oggi proponiamo una riflessione in quanto non possiamo fare a meno di parlare della politica, già il  vocabolo è  superbo “la scienza e l’arte di governare lo stato”, se ci guardiamo poi attorno, sarà che il nostro orizzonte è limitato, di quest’arte ne percepiamo solo la decadenza ed in quanto a scienza lasciamo perdere, assistiamo solamente alla sopravivenza di una classe, investita di potere e colma fino all’inverosimile di agevolazioni ed agi, cosi tanti da indurli a non vedere come vive il popolo da loro amministrato, ma sempre e comunque pronti a parlare, combattersi fra destra e sinistra ed all’interno del loro stesso gruppo, sempre pronti a disfare cosa la parte avversa aveva fatto nel suo mandato.Uno dei troppi esempi che abbiamo mi viene dato, da un fatto di casa nostra  che a seguito del malumore che serpeggia in provincia, causa la poca attenzione del Governo per le sue necessità, e per i referendum di Lamon ed Asiago ed a quelli in pectore , il 10 maggio arrivò nel bellunese il braccio destro di Prodi, l’on. Enrico letta, che subito dichiarò «Avete tutte le ragioni di essere arrabbiati» e «Non fermatevi solo alla rivendicazione del Trentino, possiamo ragionare a trecentosessanta gradi» e si annuncia una perequazione, almeno finanziaria, il Fondo-Letta che arriverà dal governo.A fine luglio vengono ufficializzati i 14 milioni del Fondo. Che aumenteranno durante l’estate a 20 milioni di euro, ieri, doccia fredda detta del Consigliere De Bona, il quale dichiara che nell’ultima versione della finanziaria del Fondo non c’è n’e più traccia. Immediata la risposta della segreteria dell’on Letta, che pur confermando che per il 2008, i fondi non ci sono, ma si sta studiando come inserirli, per il 2007 i fondi stanziati sono ora non 20 ma 25 i milioni e già disponibili. Ho l’impressione che fra dichiarazioni e smentite per capire la verità dovremo aspettare l’esito del referendum. Comunque ricordiamoci che l’attenzione di cui siamo oggetto al momento e dovuta unicamente alla cassa di risonanza di Cortina, se passa il referendum a Cortina “ la Ricca” potrebbe generare una frana dalle proporzioni incontrollabili sulle centinaia di comuni di montagna scontenti ed in difficoltà,  con indici di spopolamento paurosi.Non aspettiamoci quindi l’appoggio di nessun partito e  ricordiamoci che siamo soli nella nostra battaglia, non abbiamo compagni di viaggio influenti, se poi ci dividiamo non conteremo più nulla. Non stiamo ad ascoltare i fautori del NO coloro che per ragioni incomprensibili e paure infondate, hanno invaso Cortina con volantini fatti apposta per insinuare dubbi nella popolazione, senza per altro essere mai riusciti a controbattere, con tesi corrette supportate da leggi, nessun documento informativo distribuito dal comitato referendario,  il loro scopo è palese, quello di separarci, non so per quale motivo ma sembra essere questo il loro scopo. A proposito lo sapete che a Cortina circolano delle persone, che vanno anche di casa in casa, e che fermano gli anziani per strada, cercando di convincerli che per votare SI e sufficiente non andare a votare? Pensate a quale comportamento subdolo si  riducono certe persone pur di vincere la loro causa.Lasciamo perdere i sostenitori del NO che non hanno capito niente, parliamo invece per che è importante votare SI:Per tutti coloro che sentono una sperequazione di trattamento, fra regioni ordinarie e quelle a statuto speciale, ricordiamoci che in Italia le Regioni a statuto speciale sono 5 e poche ben amministrate, ebbene coloro che non accettano questa situazione farebbero bene a dare un forte voto di protesta, che lo si ottiene solo con il SI, contro il governo, contro i partiti, che questa situazione hanno creato, e nel tempo invece di legiferare per portare le popolazioni delle Regioni Ordinarie, allo stesso livello di quelle Autonome, non trovano di meglio che chiedere l’abolizione di quest’ultime, livellando sempre più in basso sia la qualità della vita sia la cultura della popolazione.Per coloro che amano il bellunese, se non lo vogliono condannare ad  una posizione sempre più marginale rispetto al resto del Veneto, con una sempre crescente conflittualità interna che lo potrebbe smembrare sarà bene che votino SI, Se n’è reso conto anche il presidente della provincia Reolon che ha dichiarato: «Se non usassi i referedum per ottenere qualcosa per la mia provincia sarei un ben misero presidente». Non mancano esempi pratici: «Se il sottosegretario Letta mi riceve a Roma e il presidente Napolitano mi telefona è per il clamore dei referendum, a cominciare da Cortina». Per quelli che si sentono legati all’attuale provincia in cui siamo per provenienza o cultura se non voterete Si, anche con la possibilità che i tre comuni si stacchino dalla provincia che comunque storicamente non è la loro, condannerete il bellunese a non avere  mai la possibilità di una qualche forma di autonomia.Per chi pensa al futuro dei suoi figli e nipoti, è solo cambiando regione, che potranno rimanere nel loro paese ed avere un lavoro, un abitazione ed assistenza garantita, e solo con il SI,  ci si può arrivare.Per chi ama il proprio paese e ne vuole vedere la rinascita, grazie a studi, programmi, finanziamenti, atti a ottimizzare il territorio, e promuovere un economia sostenibile, anche per fare questo c’è solo il SI.Per chi vuole che la sua cultura millenaria, non muoia lentamente anno dopo anno non ha scelta, deve votare SI, il governo nazionale non solo non ci tutela e ci toglie i fondi per la cultura Ladina ma continua ad impedirci di insegnare la nostra lingua nelle scuole, con una disdicevole continuità  vigente ancora dal periodo fascista dove l’ampezzano veniva proibito. Uno studio di questi giorni è allarmante, nelle scuole di Cortina solo il 10% degli alunni conoscono l’ampezzano. Quanto siamo in grado di resistere prima di perdere la nostra lingua e le nostre radici di popolo più antico delle Dolomiti. Credo che neanche i nostri concittadini, di altra cultura si auspicano che ciò avvenga, e sono certo che ci sosteranno con un SI. Un paese che si distacca dalla sua storia è un paese morto.E in fine per chi pensa di non votare, vi sentirete a vostro agio il giorno seguente le votazioni, se non si sarà raggiunto il quorum, rendendo cosi vana la consultazione, sapendo che il fallimento sarà stata causa vostra, della vostra indifferenza. Sappiate che il non voto sarà conteggiato come un NO. Ed a differenza di chi voterà per il  SI o per il NO che avrà fatto il suo dovere, voi non lo  avrete fatto.Oggi compito di ognuno di noi è quello di convincere tutti a votare e se riusciamo anche a convincere dell’importanza del SI, tutti insieme ce la faremo.
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego





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