sabato 29 settembre 2007

Considerazioni sulle Nostre Paure e le Nostre Certezze.

Cortina d'Ampezzo Trasmissione a Radio Cortina 29/09/2007 - Siamo tutti degli esseri ragionevoli e, come tali, abbiano le nostre sicurezze ed i nostri timori. Non è quindi un caso che a fronte di scelte importanti come quella di votare per il Si o per il No al referendum, ci siano punti di vista differenti ed a maggior ragione in un territorio che ha avuto una forte immigrazione, come Cortina, dove persone con culture diverse spesso hanno portato con loro un patrimonio di conoscenze che hanno arricchito anche la nostra cultura, ed in alcuni casi hanno invece cercato di soffocarla. Molte di queste persone non hanno avuto difficoltà ad integrarsi nel tessuto sociale del paese, altre ci sono riuscite meno ed alcune per nulla. Questo risultato non è da iscriversi ad un sistema sociale particolare, ma al normale rapporto fra la gente.
Ma comunque sia, è sempre stato difficile ovunque vivere in comunità cosmopolite ma lo dobbiamo fare perché il nostro paese è un'unica industria, se va male a qualcuno col tempo andrà male per tutti; tranne ovviamente per gli speculatori che vedono questa valle solo come una mucca da mungere. Qui fanno i soldi, e li investono fuori paese, come si dice: vengono, mangiano il gelato con la panna e buttano il cono vuoto a terra, e quando non ci sarà più nulla da spremere se ne andranno definitivamente. 
Ma torniamo a noi ed ai nostri problemi. Con tanti modi di pensare e tante idee diverse finiamo per crearci un’enormità di domande, anche e soprattutto perché qualcuno ha fornito informazioni distorte, spesso non vere. 
E’ normale che per il nostro modo di vivere ogni cambiamento produca disturbo, tanto più perché siamo chiamati “noi” ad esprimere un parere, sapendo  che un domani potrebbe dare origine ad un mutamento, anche radicale. Forse istintivamente ci ergiamo subito a difesa del conosciuto, e facendo così, diventiamo i più accaniti difensori dell’immobilismo. Forse non ce n’è stato abbastanza ? Ma, “transeat”…. purché non cambi nulla, siamo anche disponibili ad adottare la politica dello struzzo.
La domanda in realtà dovrebbe essere una sola “ vogliamo vivere meglio nel nostro paese”?
Non crediamo che ci dovrebbero essere dubbi su questa domanda, ma invece sembra che nel nostro paese gli incerti ci siano veramente, eppure sappiamo tutti che i nostri giovani che si sposano debbono andarsene da Cortina perché non possono sostenere il costo degli affitti, figuriamoci poi l’acquistare una casa e, tanto per dirne una, quanti sono poi i negozi ancora in mano ai nostri concittadini, e quante le strutture alberghiere, e quante le aziende ? Non si venga a dire che coloro che hanno venduto o ceduto erano degli incapaci o che non avevano voglia di lavorare, no ! Sono mancati i finanziamenti adeguati per ammodernarsi; i costi a Cortina sono altissimi ed inoltre mancano completamente dei programmi regionali o provinciali con leggi e finanziamenti adeguati. Soprattutto manca la volontà,e conseguentemente le idee,di venire incontro ad un’economia montana che ha costi quadrupli rispetto alle aziende di pianura. Guardiamo cosa anno fatto nell’Alto Adige : le aziende sono prospere, i servizi ottimi, la programmazione e la burocrazia funzionano, la gente si sente sicura per il quotidiano e per il futuro loro e dei loro figli.
Riteniamo che dopo queste considerazioni non dovrebbero esistere  più  dubbi.
Ma che cos’è, una probabile nostalgia per la regione Veneto? Francamente non ne vediamo il motivo.
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

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