sabato 6 ottobre 2007

Gruppo Progetto Referendum - Comunicato Stampa 06/10/2007 - Belluno una Provincia senza Peso.

Cortina d'Ampezzo  Comunicato Stampa 06/10/2007 - Che una provincia con un numero esiguo di abitanti politicamente non conti nulla, anche se è brutto a dirsi, purtroppo è una realtà, ma che i suoi abitanti, che hanno incarichi pubblici o politici non  conoscano le particolarità del territorio è grave. In un incontro al Borgo di alcuni giorni fa della “Belluno letterata”, l’on. Paniz nella sua arringa finale asseriva come la questione delle autonomie sia “ un volgare problema di denaro che si trascina da decenni”. Forse gli è sfuggito o, probabilmente non lo sapeva, che  Lamon  con i 1.788 iscritti all'Aire pari al 55,1% dei residenti è il comune con la più alta percentuale di emigranti della provincia. Si può onestamente dir loro che il voler sopravivere è un “volgare problema di soldi?
Per quale ragione il presidente di Assindustria di Belluno Valentino Vascellari, con società al di qua ed al di la del confine provinciale, dia informazioni cosi false fino a, e sono parole sue,” paventare lo svuotamento di usi, consuetudini, regole secolari  per chi fosse ammesso di là” e dipinge i Sudtirolesi come una comunità di delatori. Invita così i cortinesi, che secondo lui si arricchiscono sull’attività immobiliare, sulla compravendita e sulle intermediazioni ecc. in comparti dove, sempre secondo lui, sulla trasparenza fiscale di queste operazioni nutre molti dubbi. Ma cos’è:  un invito a restare di qua perché si possono evadere le tasse? Oppure tutto questo suo zelo verso il potere è dovuto al finanziamento di una sua  società da parte della regione? Se è un volgare problema di 6 milioni di euro, lo possiamo capire.   
Lasciamo perdere per ora i dignitari del Bellunese, o dovremmo discutere per ore, parliamo di Cortina. Le persone continuano a farci domande sempre più strane, quella più ricorrente: io non sono Tedesco e non voglio impararlo. Ma chi te l’ha chiesto ? rispondo, rendendomi conto che, nonostante la ricca ed esauriente produzione di materiale conoscitivo da parte del comitato per il referendum c’è ancora poca informazione, non penso che si tratti di disinteresse, sarebbe troppo grave. Possiamo comprendere, anche se non la condividiamo, la paura degli anziani che vogliono stare in pace senza dover pensare a cambiamenti, quando è proprio nell’Alto Adige maggiormente perseguito il fine di un profondo rispetto e considerazione  per loro, degna dei paesi europei socialmente più progrediti. Non riusciamo a capire neanche le paure delle persone mature, per le quali nulla potrà cambiare se non in meglio. Alla  data di un’ipotetico passaggio di  provincia a cui seguirà una transazione che potrebbe durare dai  10/20 anni per l’applicazione delle leggi, neppure i giovani avranno problemi in  quanto saranno già inseriti nel nuovo sistema e, nella peggiore delle ipotesi indipendentemente dalla loro possibilità economica, avranno potuto realizzare anche la loro casa. 
Ma detta alla Paniz, veramente il denaro è cosi volgare?, ma veramente andare a star meglio fa schifo, ma dobbiamo proprio vergognarci di voler salvare la nostra cultura, quando ognuno di noi sa “che un popolo senza passato è destinato a sparire”. Evidentemente i propugnatori del no è questo che vogliono: l’annientamento, la globalizzazione, il livellamento della cultura sempre più in basso, la distruzione dei valori, l’orgoglio e rispetto del nostro passato. Qual’ è il loro segreto intento? che lo dicano, perché nessuno l’ha ancora capito. Li hanno chiamati “traditori” ma non è la parola esatta, consciamente o inconsciamente, se dovesse passare il no, avranno contribuito ad annientare la cultura di una popolazione. Riscattatevi, date almeno per una volta una motivazione intelligente e valida per rimanere in un Veneto che ha parlamentari senza quei nobili attributi necessari per invertire la rotta e far del loro territorio una regione così prospera e ben amministrata, da far desiderare ai comuni limitrofi di passare i confini.
In un  certo senso ci stupisce che  i parlamentari del Veneto e della Lombardia vadano a Roma a mendicare quando, da sole, queste due regioni sostengono il 70% del peso tributario nazionale. Cosa aspettano a farsi valere nell’interesse della loro popolazione ? Nessuno dice che non ci debba essere un fondo di solidarietà, ma questa solidarietà va prima espressa verso le aree deboli del loro territorio. Ma cos’è questa destra e questa sinistra, siete stati eletti tutti nel Veneto e la popolazione chiede, al di là delle vostre ideologie, di lasciar perdere i giochini, di unirvi e battervi per un futuro dove la sicurezza   ed il progresso possano essere tangibili in tutta la Regione. 
Della vostra appartenenza ad un partito o all’altro è certo l’ultimo problema che hanno i Veneti. 
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

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