venerdì 26 novembre 2010

Seconda lettera al presidente Giorgio Napolitano - Gruppo Progetto Referendum.

Cortina d'Ampezzo 26/11/2010 - al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
Oggetto: referendum del 27/28 Ottobre 2007 per la minoranza Ladina.
Stimato presidente, ringraziandoLa per il Suo cordiale riscontro del 16 Novembre 2007 alla nostra del 12 ottobre 2007, Ci rivolgiamo nuovamente a Lei dopo tre lunghi  anni, chiedendo ancora una volta il suo interessamento ed il Suo aiuto, perché crediamo nella Sua sensibilità per ottenere giustizia dalla più alta carica dello stato e quale rappresentante di tutti gli italiani.
Il governo  non ha saputo, o voluto applicare gli adempimenti previsti dalla Costituzione e dalle leggi inerenti al referendum, per il passaggio di regione dei nostri comuni, dal Veneto all’Alto Adige, come peraltro è avvenuto lo scorso anno per la Val Marecchia che è passata dalla regione Marche all’Emilia Romagna.
Il nostro referendum, con voto plebiscitario, ha chiesto il passaggio dei comuni di Cortina d’Ampezzo, Pieve di Livinallondo e Colle Santa Lucia dal Veneto all’Alto Adige per i seguenti motivi:
a) perché siamo Ladini che hanno condiviso con le popolazioni del Tirolo storico un unico territorio amministrativo, storia, tradizioni e cultura. Dal 1918 siamo cittadini italiani di lingua ladina, Cittadini che vogliono rimanere in Italia ma nella loro Regione d’origine (Alto Adige).
b) Perché la separazione dalla nostra provincia nel 1923è arbitraria.
c) Perché grazie alle leggi del Tirolo abbiamo mantenuto la nostra lingua, leggi e regolamenti e consuetudini antiche.
d) Perché con i ladini del Sella siamo un unico popolo.
e) Perché i Ladini hanno sempre combattuto per la loro terra.
f) Perché vogliamo rimanere Ladini, e solo nel Trentino Alto Adige con le sue leggi di tutela delle minoranze è possibile.
g) Perché con quelle valli abbiamo ancora quasi tutto in comune: usi , costumi, lingua, economia, tranne l’appartenenza ad un unico territorio amministrativo.
La nostra Costituzione  non prevede, che le leggi applicate dal regime fascista in dispregio alla popolazione debbano essere perpetrate nel tempo. Segnali inquietanti vengono da rappresentanti del Governo, per esempio, dal  Prefetto di Belluno, perfettamente a conoscenza della volontà popolare espressa con il referendum del 29-10-2007, a seguito della riorganizzazione dei collegi elettorali ha prospettato l’ulteriore suddivisione dei tre comuni ladini storici, disgregare invece che aggregare, vecchio discorso che speravamo di non udire  più .
Per un Suo richiamo non solo al governo ma anche alle autorità governative regionali, provinciali e comunali, affinché onorino quanto espresso dalla volontà popolare con il referendum nel rispetto dei principi di tutela delle minoranze riconosciute dalla Costituzione. 
La ringraziamo, Signor Presidente, per quanto vorrà fare e con deferenti ossequi le porgiamo il nostro saluto.
Per i Ladiis d'Anpezo
Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

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