venerdì 3 dicembre 2010

Lettera al Giornalista Sergio Romano - precisazioni sulla realtà storica di Cortina. - Gruppo Progetto Referendum.

Cortina d'Ampezzo 03/12/2010 - Stimato Signor Sergio Romano, sulla sua risposta ad Attilio Lucchini, in riferimento ai motivi dei comuni che vogliono cambiare regione siamo, in linea di massima, d’accordo. L’art. 132  della nostra Costituzione che prevede i referendum venne inserito in quanto, i padri costituenti per la delimitazione delle regioni ereditate dal ventennio, proposero tante e tali modifiche, da non riuscire a raggiungere un accordo. Con questo articolo ritennero di salvaguardare quei territori che per motivi storici, culturali ma anche economici furono inseriti in regioni  estranee.
Citare Cortina nella sua risposta, può confondere il lettore e non rende giustizia alla nostra causa.
Come il Trentino anche Ampezzo, (il nome di Cortina verrà aggiunto dal fascismo) ha sempre fatto parte del Sacro Romano Impero, esclusa una breve occupazione veneta del quindicesimo secolo, passerà al Regno d’Italia nel 1918 con tutto il Sud Tirolo. La nostra popolazione non è tedesca ma neppure italiana, è ladina, l’unico popolo autoctono delle Dolomiti. La nostra lingua deriva dal latino, come l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese ed il romeno. La motivazione del nostro referendum non è  di secessione dal Veneto ma per un ritorno in Alto Adige con cui abbiamo sempre condiviso costumi, cultura, economia e la difesa del territorio.
Nel 1923 e 1927 il Governo fascista disgregò in senso amministrativo le cinque vallate Ladine, assegnando alla provincia di Trento la Valle di Fassa, a Bolzano La Val Gardena e la Val Badia ed a Belluno la valle d’Ampezzo ed il comprensorio di Colle Santa Lucia e Pieve di Livinallongo. I nostri comuni non accettarono mai questa separazione e reiteratamente chiesero il ritorno  alla Provincia di Bolzano nel 1947, 1964, 1973,1974, 1991 e 2007. Le ragioni di tali richieste rimanevano esclusivamente storiche, linguistiche e culturali, mai economiche ( ancora negli anni 1970 la Provincia di Bolzano, a prevalenza agricola, era molto più povera del Veneto industrializzato).
Anche passando alla Provincia di Bolzano, i tre Comuni resteranno comunque in Italia e non saranno sottratti perciò territori o fondi alla Repubblica, cambierebbe soltanto il modo di amministrare. 
Per tutti gli altri Comuni o province che hanno fatto, o pensano di chiedere, un referendum per cambiare regione, più che la ricerca dell’Eldorado,  la loro è una denuncia contro quei Governi Regionali totalmente sordi alle loro esigenze.
Questo tanto per chiarire il motivo del nostro referendum.
Cordialmente
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

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