Cortina d'Ampezzo 09/09/2010 - Prendendo atto delle differenti posizioni nell’Amministrazione Comunale di Cortina, rimaniamo perplessi su alcune dichiarazioni: si da per scontato della vendita degli spazi attualmente occupati dalle Poste Italiane, che “ l’eventuale spostamento dell’Ufficio postale tutto sommato non sarebbe comunque negativo”, che il comune non intende entrare in merito alle scelte di una società autonoma.
Riteniamo, anzitutto, che : chi è eletto dal popolo è un pubblico ufficiale e come tale deve lavorare coscienziosamente per il bene e nell’interesse dei suoi amministrati e non può fare affermazioni fuorvianti .
Lo spostamento dell’ufficio postale dal centro alla periferia in uno stabile di dimensioni ridottissime, posto a fianco di una strada di grande scorrimento dove non ci si può fermare e con un posteggio insufficiente, anche per le loro auto. Gli anziani ed i pensionati, madri con carrozzine e portatori di handicap avranno serie difficoltà a raggiungerlo, e non minori difficoltà avrà tutta la nostra popolazione ed i nostri ospiti. Come si fa a dire che lo spostamento non è negativo?
Vogliamo ricordare agli Amministratori che gli Ampezzani non vogliono ulteriori disservizi, e che asserire : “non si è mai visto chieder conto ad un Comune delle scelte di una società autonoma» è una dichiarazione di disinteresse per il bene della collettività , e si da addito alla popolazione di pensare che su operazioni così politicamente maldestre vi siano altri interessi.
Cosa intendono dire gli Amministratori dichiarando che non sarà concesso alcun cambio di destinazione d'uso? Resteranno uffici di interesse pubblico? O finirà per diventare uno spazio commerciale?
Diamo per scontato che fra vent’anni il servizio postale, così come lo conosciamo oggi non esisterà più, ma fra vent’anni, non oggi.
Per quanto riguarda le Poste Italiane tutti sappiamo che sono una S.p.A., ma una S.p.A. particolare in quanto: il 65% di proprietà del Ministero dell’Economia e della Finanza ed il 35% della Cassa depositi e prestiti. Quindi, come S.p.A., sono tenuti a produrre utili. E però vergognoso che un ente, nato per dare un servizio di interesse pubblico, e per questo scopo è stato favorito per i costi e la posizione centrale, ora lo venda approfittando dell’elevato valore di mercato attuale, al solo scopo di fare cassa, infischiandosene del disagio che causerà.
Dove sono quegli Amministratori Comunali che a loro dire faranno la guerra alle speculazioni?
Consiglieri di Maggioranza anche se è Vostro costume ignorare la volontà popolare, il vostro atteggiamento è di assoluta arroganza, “tipo: voglio, comando e posso!”
Per il Comitato Civico Ampezzo
Eddy Demenego
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