Cortina d'Ampezzo 22/10/2010 - Tempi sempre più duri per il popolo Ladino. Siamo alle solite: il Governo, o chi per esso, approfitta di tutte le occasioni per cancellare la volontà popolare espressa con un referendum e sottometterla al suo volere. Dalle dichiarazioni del ministro Galan a quelle del Dr. Zaia, all’immobilismo dei Parlamentari e di ogni ordine politico nazionale, c’è un perfetto accordo; punire chi ha osato chiedere giustizia ad un parlamento che si professa anti fascista ma che non si dissocia, anzi approva, il tentativo di cancellare un popolo e la sua cultura, separandolo e disperdendolo, come avvenne nel 1923 ad opera del fascismo. Metodo incivile e prepotente che perdura tutt’oggi.
La prefettura, invece di pensare ad un’aggregazione che fosse in linea alle aspirazioni espresse dalle popolazioni con il referendum, ha proposto, anche se in via provvisoria, la disgregazione del nostro collegio elettorale.
Bravi invece i nostri Sindaci venuti a conoscenza dell’esistenza di una bozza per la riorganizzazione dei collegi elettorali, che vorrebbe le popolazioni dei nostri paesi ulteriormente disgiunte, hanno immediatamente espresso la loro contrarietà.
Con questi continui attacchi alla nostra integrità di popolo Ladino ci sentiamo cittadini italiani di seri B, notando che chi di dovere è sordo alle richieste di chi vuol salvare la sua cultura unitamente al suo paese.
Il Veneto non ha leggi né regolamenti che lo possano fare, la possibilità di mantenere la nostra gente in montagna si riduce di generazione in generazione, e questo è inaccettabile. Noi vogliamo vivere qui, vogliamo che i nostri figli ed i figli dei figli possano continuare a farlo.
Nessuno dovrebbe permettersi, ad ogni occasione data dal governo, di ignorare un referendum che ha visto la maggioranza assoluta della popolazione dire basta a questa situazione e che ha riconfermato ciò che i nostri vecchi hanno chiesto per un secolo, senza mai demordere.
Basta! vogliamo ritornare con la nostra gente, in una regione che ha il massimo rispetto delle minoranze etnico-linguistiche.
Lo ribadiamo, siamo in Italia e cittadini italiani, ma di lingua ladina.
Ancora oggi a Cortina, ci sono persone che ci considerano un popolo di un territorio conquistato nella prima Grande Guerra e come tale privo di diritti.
Dove si vuole portare questa popolazione, alla sua estinzione, o alla sua esaperazione? Come si può pretendere che in queste condizioni ci sia in futuro una garanzia per un sano e civile ordine sociale?
I nostri comuni vogliono restare uniti. Non usate ulteriormente l’arroganza del potere, ma il buon senso del padre di famiglia.
Ogni azione genera una reazione, sarebbe auspicabile non arrivarci.
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego
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