martedì 6 dicembre 2011

Il dubbio Amletico del Sindaco di Cortina: Candidarsi o non candidarsi alle amministrative del 2012!



Cortina d’Ampezzo, 6 Dicembre 2011

In paese c’è qualcuno che crede  all’incertezza del sindaco Franceschi per una sua ricandidatura  alle elezioni amministrative del 2012! Si rasserenino i nostri concittadini,e il dr. Franceschi ha una tale sovrastima di se stesso che volontariamente non lascerà mai quella  poltrona.
Agli errori da Lui commessi non dà nessuna importanza. Urla contro le speculazioni, e per far cassa non ostacola quelle esistenti, Ca de Nani, Marmarole ecc., ma le agevola. In piazza delle Poste, con il garage multipiano, fa la più grossa speculazione, mai osata a Cortina, a favore dei non residenti”. Nella stessa piazza, permette alla Società delle Poste un’ altra fantastica speculazione, e ne favorisce lo spostamento in zona disagevole, priva di posteggi e sulla strada più trafficata di Cortina dove è proibito fermarsi.
Ha seriamente danneggiato l’operatività degli uffici comunali e del Comune in genere, dopo di lui ci vorranno anni per ricrearla .
In 5 anni della sua attività rimangono solo delle  contestatissime iniziative: sconsiderati licenziamenti e spostamenti del personale, cancellazione di un campionato mondiale già assegnato, eliminazione dell’importantissimo  progetto pagato dall’Anas per la viabilità cittadina, e questi  solo per citarne alcuni.
Al di là della palestra di roccia  molto contestata e dei parchi giochi a Sopiazes e in zona scuole altrettanto contestati , tutto il resto deriva da progetti della precedente  amministrazione.
Nonostante questo di cui tutti parlano, il dr. Franceschi vuole ancora conoscere l’umore dei suoi concittadini? La sensazione è che siano stanchi degli apprendisti stregoni e vogliono per il futuro Amministratori competenti, capaci di ascoltarli, di avviare a soluzione i molti problemi del paese e rispettare la volontà popolare che in questi anni è stata da Lui disattesa o meglio volutamente ignorata.
Questo chiedono Cortinesi o Ampezzani che siano, e nelle loro future aspettative il Dr. Franceschi non c’è.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

venerdì 25 novembre 2011


 Rovesciata la targa di bronzo in ricordo dell’Imperatore Massimiliano I°

Cortina 25 Novembre 2011


   Il passato non si cancella abbattendone un simbolo o rovesciando cippi e targhe commemorative. Queste sono le azioni di coloro i quali non hanno argomenti da sostenere alla luce del sole e nemmeno un linguaggio coerente e coraggioso per esporli.
   Il fatto che nel ventunesimo secolo ci siano ancora persone che non conoscono la Storia non ci meraviglia; piuttosto è assolutamente in questo modo che alcuni tristi individui ce lo dimostrano con questo atto vandalico che, dato il luogo isolato, appare come un atto deliberato e comunque stolto e gratuito.
   Il danneggiare una stele in ricordo di un Imperatore il quale cinquecento anni or sono, dopo aver conquistato la valle d’Ampezzo, ne ha rispettato la volontà popolare unitamente ad usi e tradizioni è una provocazione risibile che non cambia nulla, tranne la fatica per ricollocare la pietra nello stesso posto fissandola in modo più opportuno, come insegna l’esperienza.
   L’appartenenza al Tirolo per quattro secoli, il quale ha sempre rispettato la nostra indipendenza e la diversità di trattamento delle popolazioni ladine storiche di cui facciamo parte, di sicuro ci onora e ci da il diritto di fare ogni cosa per perseguire quell’autonomia che ci è stata tolta arbitrariamente per i calcoli fatti anni or sono da un esigua minoranza di parlamentari.
   Il nostro auspicio va sicuramente nella direzione del rispetto e della salvaguardia di ogni cultura, e, maggior ragione in terra ladina, non accettiamo alcuna discriminazione incolta e gratuita.

Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

lunedì 24 ottobre 2011

Skatepark, Forse Andrea Franceschi ci ripensa.

Comunicato 24 Ottobre 2011

  Il Comitato Civico Anpezo , si ritiene soddisfatto per il ripensamento dell’Amministrazione Comunale in merito alla costruzione dello skatepark ed altre strutture in zona scuole. Siamo d’accordo con il Sindaco che la causa di tutto sia stato “un difetto di comunicazione iniziale”, ma l’avere, venerdì scorso, ascoltato il consiglio dell’Istituto Comprensivo e dei trecento ragazzi che hanno firmato una petizione per salvare il loro giardino, ci è sembrato un ottimo inizio specialmente per un sindaco che nel suo programma “sentiva la necessità di ricercare sempre il massimo coinvolgimento possibile”. 
  Ci rendiamo conto delle difficoltà che ha ora il Comune verso il progettista e la ditta appaltatrice dei lavori, ma vogliamo credere nella capacita e nel buon senso degli Amministratori per spostare quel progetto in un’area più idonea e favorire la nascita di uno Spazio Giovani, magari nella zona del costruendo parco giochi.
  Da parte nostra riteniamo che per una ragione logica ed indiscutibile la zona scuole necessiti, anche negli spazi circostanti, di rispetto e silenzio  nell’interesse dei ragazzi, per cui ogni motivo di distrazione deve essere eliminato.
  Nelle vicinanze ci sono già  campi da tennis che creano disturbo, inutile aggiungerne altre strutture che lo aumenterebbero.
  Relativamente al progetto del campo di Basket, facciamo presente che la palestra attuale, che ci risulta sotto-utilizzata nonostante sia coperta, ha già il campo da basket e la possibilità di giocare a calcetto; anni fa era dotata anche di una parete di roccia tecnica e difficile. Si cerchi per questa una gestione che la sfrutti al meglio. 
  La prevista saletta per la musica, per quanto insonorizzata, sarà sempre motivo di rumore e confusione e, una volta realizzata quasi sicuramente ne verrà proibito l’uso  durante gli orari di scuola, perdendo cosi lo scopo di farla. Quest’ultima struttura riteniamo sia una lodevole iniziativa dell’Amministrazione se realizzata altrove e con dimensioni adeguate e siti idonei ce ne sono diversi.
  L’ultima nostra considerazione riguarda la dichiarazione del Sindaco che conferma esserci “sicuramente ancora il margine per intervenire sul progetto”, questo ci rincuora, e ci auguriamo che questa sia la via da percorrere.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

sabato 8 ottobre 2011

Contestata la dislocazione dello skatepark, dove previsto distrugge il prato giochi degli scolari e studenti.

   Abbiamo ricevuto diverse telefonate da genitori delle scuole elementari e medie, ci chiedono di  essere loro portavoce su di un iniziativa, dell’Amministrazione Comunale che non condividono nel modo più assoluto.
Motivo del contendere: la dislocazione dello skatepark fra la scuola elementare e la media. L’attuale Giunta Comunale lo vuole costruire al posto di quel bel giardino che, ben curato e con piante stupende è l’unico spazio utilizzabile  dai ragazzi  delle scuole. È un uno spazio che si presta all’insegnamento pratico dell’amore per la natura. Noi siamo assolutamente convinti che “La natura che ci circonda deve essere rispettata e valorizzata nella consapevolezza che rappresenta il più grande patrimonio di cui disponiamo”. Questa è una frase che noi condividiamo, e la si trova nel programma del sindaco. Ci dispiace che lui l’abbia dimenticata, così come ha dimenticato di sottoporre il progetto agli interessati evitando il confronto di opinioni per quest’opera. Questo comportamento è esattamente l’antitesi con la sua dichiarazione “non deve più succedere che un gruppo ristretto di persone possa decidere il futuro di Cortina passando sopra la testa della gente,” anche se è purtroppo noto che certa gente in campagna elettorale le spara grosse ma, una volta eletti, da loro l’elettorato si aspetta un po’ di onestà intellettuale, il che sarebbe sempre   auspicabile.
   Dopo aver ispezionato l’area ci siamo resi conto dello scempio che provocherebbe un’ulteriore cementificazione di quegli spazi. Togliendo quel verde  andremmo a degradare e non ad arricchire quell’area, tutto sommato non riusciamo a capire  perché, mentre si progettava un parco giochi nelle vicinanze del parco      Avventura, non si è previsto di fare lì lo skatepark, creando un’ampia zona ludico-sportiva  per i ragazzi.
   Anche se è normale che il partito al potere in una nuova campagna elettorale, cerchi consensi con opere vistose, rimane inconcepibile che  gli stessi facciano dei lavori contrari ad ogni logica ed interesse della popolazione solo per dimostrare che sono attivi. Fermatevi prima di fare danni, confrontatevi con chi usufruisce  dei servizi e troverete certamente una soluzione meno impattante e distruttiva.
   Conoscendo la mentalità dei nostri  Amministratori, sappiamo che è molto difficile che ritornino sulle loro decisioni. Chiediamo pertanto ai nostri concittadini, nella speranza di avere una Cortina sempre più bella, di recarsi su quel prato per rendersi conto personalmente che è un luogo da conservare e, di conseguenza, inviare delle petizioni in comune affinché rivedano i loro progetti.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

venerdì 19 agosto 2011

Il dr.Franceschi continua a sottovalutare l'intelligenza dei suoi amministrati.

Cortina d’Ampezzo, 19 agosto 2011

In riferimento alle dichiarazioni fatte in Consiglio Comunale sulla tangenziale di Cortina e chiamati in causa dal Sindaco Franceschi, ci preme sottolineare che le sue dichiarazioni, come al solito incomplete, non sminuiscono per nulla le sue pesanti responsabilità nell’ avere privato Cortina di un’ottima tangenziale con un minimo di impatto ambientale ed assolutamente inseribile nel nostro prezioso paesaggio sostituendolo con uno studio di fattibilità  di grande impatto. Il progetto che vogliamo ricordare era stato fatto e pagato dall’ANAS, aveva ottenuto tutti i pareri  previsti per legge escluso quello del Comune di Cortina, inoltre  poteva essere facilmente rivisto nelle parti non indispensabili e non gradite dalla popolazione, con una notevole riduzione dei costi direttamente al CIPE.
L’attuale Sindaco che è già in campagna elettorale e, che non si è mai espresso per lasciare il Veneto per il ritorno in Alto Adige nel referendum del 2008 e con il grattacapo che il risultato dello stesso ha creato a livello regionale e nazionale, meritava certamente dai politici di turno un contentino!
Non costa nulla al governo inserire in un piano, per lo scenario de 2021, senza riferire la provenienza del finanziamento né se è di preminente interesse nazionale, un progetto che, tra l’altro,   manca di tutti i pareri ufficiali, anzi di un progetto che ancora non c’è.  Tenuto conto del costo, circa un milione e mezzo di euro, che in questo caso dovrà pagare il Comune di Cortina, cioè noi,  ci vorrà ancora un concorso per la progettazione..... campa cavallo!
Purtroppo avendo un Sindaco con la coda di paglia, sappiamo a priori, che per un argomento di assoluta importanza come la tangenziale non verrà mai posto all’attenzione dei cittadini né verrà chiesta la loro opinione con un referendum: quindi  la smetta, il dr Franceschi, di prendere in giro la popolazione che è stanca del suo comportamento negativo ed arrogante  fregandosene dei voti dei suoi concittadini.  Abbiamo votato un sindaco giovane, sperando conducesse il Comune con idee nuove ma, ad esperienza fatta, è stato un errore.
Tornando alla bocciatura da parte del Sindaco del progetto ANAS da 400 e rotti milioni, che ci ripetiamo, aspettava solo il parere favorevole del Comune: il deputato Maurizio Paniz in un intervista afferma: che in questi tempi di crisi, rinunciare a un finanziamento è un lusso che nessuno, specie un ente pubblico, dovrebbe permettersi. Vale anche per la tangenziale di Cortina. «Se fossimo in Sicilia, non si rinuncerebbe a tante risorse. Credo che, al di là della bontà o meno del progetto, si sarebbe potuto accettare quel finanziamento e poi, casomai, apportarvi le modifiche ritenute necessarie». «Vanno prese al volo queste occasioni.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

venerdì 12 agosto 2011

La pessima gestione del Comune da parte del sindaco Franceschi causa continui danni.


Cortina 11 Agosto 2011

Golf Club Cortina, ennesimo pasticcio dell’Amministrazione Franceschi, probabilmente non voluto, ma certamente provocato dalla loro inesperienza e presunzione: hanno la maggioranza in Consiglio Comunale e sanno di poter passare ogni punto dell’ordine del giorno senza dover essere esaurienti  grazie ai loro 10 “yes men”. Con poca  intelligenza hanno sempre ignorato la minoranza e  non hanno mai fornito alla stessa una documentazione completa al fine di ottenere una condivisione sulle loro iniziative e, se questa  per cognizione di causa presentava delle osservazioni, le stesse vengono sistematicamente ignorate. Dichiarano tranquillamente che con la minoranza o senza  vanno avanti da soli. E allora quale bisogno c’è di sfogare la loro  rabbia e spesso pesante ironia su chi, come loro, è stato eletto rappresentante dalla popolazione d’Ampezzo, e che per legge ha il preciso compito di controllo sugli atti decisi dalla Maggioranza al governo del Paese.
Ma  come si permette il nostro primo cittadino offendere i consiglieri ritenendoli degli immaturi e poco seri, solo per aver abbandonato l’aula ed averlo messo in difficoltà? Ma se è lui il patron! Ma cosa pretende se non è neppure capace di governare i suoi consiglieri! Ha quindi Ragione chi,  citando la sua incapacità di comunicare e di saper fare squadra, gli ha ricordato in maniera molto colorita che “il pesce puzza sempre dalla testa”.
Dal momento che tutti eravamo a conoscenza che il Sindaco, a priori, nel mese di dicembre dello scorso anno garantiva, per la realizzazione delle ulteriori 9 buche, che  avrebbe fatto la sua parte anche economicamente. Per quale motivo ha atteso otto mesi per svegliarsi, e presentare all’ultimo momento un unico tipo di convenzione, e questo  a senso unico, ben sapendo che la popolazione avrà difficoltà ad accettarlo? Tutti sanno che questo sistema aprirà un campo infinito di richieste più o meno similari e più o meno importanti, a seguito di altre iniziative. Il Comune non è un pozzo di San Patrizio! Il risultato porta a considerare la superficialità  con cui affrontano i problemi, mettendo cosi in difficoltà i cittadini che vogliono lavorare per Cortina, e che per farlo hanno bisogno del Comune.
Per il golf, a Cortina, non c’è bisogno di invocare una sfida culturale per sapere se vogliamo o non vogliamo questo campo. Siamo perfettamente a conoscenza della sua importanza a livello d’immagine, e se vogliamo parlare di turismo sappiamo che ci vorrà qualche cosa di più, ma abbiamo sempre potuto contare sui nostri concittadini.
Per il Comune, signor presidente della Cortina Golf, non si preoccupi, anche se non  ci sembra che questa convenzione sia la  migliore, ma l’amministrazione non fa caso a queste quisquiglie, ha i numeri e la passerà.

per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego


venerdì 29 luglio 2011

Continua la mala gestione dell'Amministrazione Franceschi, anche sulla palestra di roccia e parco giochi dei bambini.

Cortina d’Ampezzo, 29 luglio 2011

Quando una maggioranza esce dalle linee programmatiche che gli hanno fatto vincere le elezioni precedenti ed inizia a fare cose contrarie al buon senso, significa che siamo di fronte ad una nuova  campagna elettorale e di conseguenza non importa se le cose siano fatte bene o no, basta farle.
Nel loro programma si legge:
“Il punto fermo dovrà essere quello di accentrare le strutture sportive, in maniera tale da poter conseguire dei notevoli risparmi nei costi di gestione e allo stesso tempo creare dei punti di aggregazione dove la gente possa incontrarsi.” Concetto perfetto ed intelligente. 
Perché mai si insiste nel costruire una palestra di roccia isolata da tutto quando abbiamo dove collocarla: Stadio del Ghiaccio, Centro sportivo di Fiames, la piscina a Guargne,  luoghi ideali per l’aggregazione in quanto sono già frequentate da persone con quello  stile di vita.
Vogliono fare il parco giochi per bambini con aree pic-nic, labirinti, giochi d’acqua, area spettacoli come concerti o teatrini, senza pensare che Cortina ha bisogno, proprio per i bambini, non solo del parco giochi all’aperto ( ce ne sono già tre di cui due fatti da privati che, se consultati e incentivati, l’avrebbero potuto fare a loro spese) ma, considerando che l’inverno è lungo e freddo e l’estate piovoso, ciò di cui abbiamo bisogno è di una grande struttura coperta e chiusa, con giochi fantasiosi e divertenti ed ogni altra cosa che serva per il divertimento e aggregazione dei piccoli e dei giovani, più un kinderheim dove le  nostre mamme e quelle  ospiti possano lasciare i loro figli, e nell’immediata adiacenza un parco all’aperto, per quando c’è il sole. Allora sì si potrà parlare del più bel parco di tutte le dolomiti.
Proporre queste cose ad una amministrazione con un paio di capi ed una decina di Yes-man lontani dalla volontà e necessità della popolazione non sortiranno risultati apprezzabili, con la conseguenza che la prossima nuova maggioranza si troverà con ulteriori debiti ed opere che non porteranno  gli effetti desiderati che avrebbero avuto se fatti con un po’ di buon senso.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

mercoledì 27 luglio 2011

Piano Casa e posteggi interrati, due dei tanti problemi affrontati male dall'Amministrazione Comunale

Cortina d’Ampezzo, 26 luglio 2011.

Come Comitato Civico Anpezo siamo amareggiati e molto preoccupati per il governo di Cortina. Al di là delle roboanti prese di posizione dell’Amministrazione Franceschi su alcuni episodi come il piano casa, che potrebbero danneggiare il paese e di cui condividiamo l’apprensione, il loro modo  dilettantistico di gestire le situazioni,   dà pessimi risultati ed aggiunge problemi ai problemi.
Le dure critiche di Franceschi al piano casa voluto dal governo due anni fa, allo scopo di creare posti di lavoro e far crescere l’economia in un periodo di crisi, fu bocciato dai comuni.  Era evidente che, viste le premesse, il Governo l’avrebbe riproposto con qualche modifica e cosi è successo. Un buon lavoro da parte dell’Amministrazione Comunale sarebbe stato quello di fare una ricerca sulle necessità dei veri residenti e dei presunti tali,  di conseguenza predisporre un documento da presentare alle forze politiche regionali con le modifiche a salvaguardia della popolazione dei comuni turistici montani. In questo modo avremmo certamente ottenuto lo scopo e contemporaneamente fatto il bene dei paesi con le nostre stesse problematiche.
Quello che hanno fatto loro invece è semplicemente “Chiudere la stalla quando sono fuggiti i buoi” e non è certamente una buona politica.
Nel caso dei posteggi, una delle principali necessita di Cortina, ricordiamo ancora le loro dichiarazioni pre-elettorali, dove, per la costruzione dei posteggi multipiano la priorità andava data alla zona della stazione, che è la più logica ed adatta. Ci hanno ripensato ed indicono un bando per un posteggio multipiano in piazza delle poste, su di un terreno con il sottosuolo molto problematico ed insicuro. Un’opera dal costo sottostimato che diventerà un piccolo stadio del ghiaccio che sul preventivo iniziale di 8 miliardi ne costerà 25 alla fine dei lavori. Per pagare quel posteggio non basterà la vendita di tutti i posti auto, ed allora dov’è l’interesse pubblico? Sarà solo l’ennesima speculazione edilizia a favore dei non residenti. Ma non basta, le difficoltà che dovrà superare la ditta appaltatrice, farà slittare di anni la fine dei lavori, con il rischio di fallimento della stessa ed un cantiere che resterà tale per decenni. 
La loro voglia di fare, costi quello che costi, darà anche l’appalto per la costruzione di un altro posteggio in piazza del mercato, dove negli ultimi 40 anni ogni amministrazione ne scartò l’edificazione per la poca affidabilità del terreno e la preoccupante vicinanza del pesantissimo campanile. Qualcuno dirà che con la tecnologia attuale tutto è possibile, siamo andati sulla luna, ma perché allora sulla terra continuiamo a fare degli errori madornali per valutazioni troppo superficiali? Ci auguriamo almeno che le ditte appaltatrici abbiano  un’assicurazione che copra tutti i danni, in quanto sarebbe un disastro annunciato a cui la magistratura dovrà dare risposta. 
In ogni caso ci sono ben altre soluzioni in centro Cortina meno costose, meno pericolose e con possibilità di molti più posti auto.
Gli amministratori avrebbero ancora la possibilità di riparare i danni, ma abbiamo il timore che ogni appello al buon senso  cadrà nel nulla.

Per il Comitato Civico Ampezzo
Eddy Demenego

martedì 14 giugno 2011

La gestione dell'acquedotto deve tornare al comune, ci costa troppo cara l'adesione al Bim.

Comunicato 14 giugno 2011

Il referendum è vinto, la gestione di un bene prezioso come l’acqua rimane in mani pubbliche. La scelta è moralmente  perfetta, ma ciò non vuol dire che la gestione pubblica lo sia altrettanto.
Il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero del Piave che è riuscito a fare un buco di bilancio di decine di milioni di euro vendendo un prodotto che all’origine non costa nulla, lascia perplessi. Non vogliamo entrare nell’analisi del bilancio attuale e in quelle degli anni precedenti, che sarà compito del  Consorzio esporlo ai 67 Sindaci dei Comuni aderenti al Consorzio che, se vi sarà un aumento tariffario, dovranno spiegarne la ragione ai loro amministrati.
A noi del Comitato Civico Anpezo interessa che il servizio dato ai cittadini sia ottimo ed economicamente vantaggioso per la popolazione. Guarda caso, a Cortina ci sono due consorzi privati che gestiti in modo corretto sono in attivo e danno un servizio eccellente. Gli altri cittadini, i cui acquedotti sono in gestione al Bim, hanno avuto rispetto alla passata gestione comunale  un notevole aumento dei costi del servizio. Se anche spiacevole, non è comunque il motivo principale del nostro disaccordo.
Secondo noi, per i comuni della  provincia andrebbero considerati dei canoni diversi  sul consumo per i paesi non turistici, mentre per quelli con una forte presenza di seconde case andrebbe applicata una quota fissa per unità abitativa pari al 70/80% del costo attuale, e il 20/30% sul consumo idrico, sempre salvaguardando la fascia sociale più debole.
Questa modifica si rende necessaria in quanto, i proprietari di seconde case che le abitano per 20/30 giorni all’anno, pagando il metro cubo d’acqua con la tariffa più bassa in base al loro consumo, non concorrono che in minima parte al costo del servizio ricevuto, che è quello integrato della manutenzione della rete idrica e dell’ impianto fognario e non dell’acqua, che è gratuita. Oggigiorno i residenti e le imprese locali con questo sistema, sono costretti a caricarsi della maggior parte degli oneri.
Riteniamo che questo cambiamento sia un atto dovuto ai nostri concittadini, e non vorremmo mai essere costretti a chiedere all’Amministrazione Comunale di Cortina di riprendersi il servizio per attuarlo.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

sabato 11 giugno 2011

Il Sindaco Franceschi riprende a torto il presidente della Coppa del Mondo di sci di Cortina Enrico Valle

Comunicato stampa 11 giugno 2011-06-11

   Facendo seguito alle astiose dichiarazioni del nostro primo cittadino contro il presidente dell'Associazione permanente per la Coppa del mondo di sci alpino di Cortina, il Comitato Civico Anpezo si sente, invece, nel dovere di ringraziare Enrico Valle per la sua dedizione e tenacia nel mantenere delle competizioni di Coppa del Mondo di sci a Cortina. Al Sindaco Franceschi chiediamo piuttosto di non guardare la pagliuzza negli occhi altrui. Abbiamo ancora nelle orecchie la sua raggellante e disfatistica dichiarazione apparsa sulla stampa lo stesso giorno in cui si decideva, ad Antalya in Turchia, l’assegnazione dei Mondiali di sci alpino 2015. Il risultato di quella dichiarazione e le decisioni del sindaco relativamente ad altri campionati mondiali, hanno fatto fallire la nostra candidatura.
   Non crediamo che il proseguire nel dividere i cittadini tra amici e nemici,  sistema instaurato nel paese da questa Amministrazione, possa giovare alle nostre cause.
   La condivisione degli obbiettivi e l’armonia sono le basi sicure per risolvere i problemi. Uniti si raggiungono più facilmente gli obbiettivi. E’ in questa ottica e non solo per questa che ringraziamo Valle. Ricordiamo perfettamente che il suo entusiasmo unitamente a quello di Benito Ferronato, ci spronò a riunire tutte le forze imprenditoriali e del volontariato per tentare quella nuova assegnazione di recupero di una gara di Coppa del Mondo, e nell’anno successivo un assegnazione fissa nel calendario delle gare che perdura tutt’ora.
   Senza di loro e senza quell’unione che a visto le categorie economiche autotassarsi per garantire una base economica all’iniziativa, oggi non parleremmo di Coppa del Mondo e neppure dei Mondiali 2017.

per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

venerdì 10 giugno 2011

Vivere a Cortina sarebbe bellissimo se... prime considerazioni

Vivere a Cortina sarebbe bellissimo se...

Prime considerazioni. "Note introduttive e considerazioni sulle potenzialità e carenze di Cortina".

     E’ noto che le qualità della vita in un paese sono date da un insieme di fattori e che le stesse possono essere veicolate da un buon utilizzo delle risorse presenti nel territorio.
     Cortina ha tutto a suo favore ed una posizione assolutamente privilegiata. Grazie alla sue montagne, alla sua valle, alla conservazione del territorio garantito dalle Regole, alla sua storia turistica di 160 anni, alla sua antica vocazione sportiva, alle Olimpiadi, ai campionati mondiali nelle diverse discipline, alle manifestazioni di interesse internazionale, alla sua cultura, alle sue tradizioni, ad un centro commerciale di alto livello, ad un buona ristorazione, ai suoi impianti di risalita e piste da sci perfettamente tenute,  alla sua antropizzazione sufficientemente controllata, all’architettura ben inserita, ad una diffusa rete di artigiani di alto valore, ad un elevato numero di professionisti nei vari settori, a servizi di soccorso e volontariato ineccepibili, ad un numero sempre considerevole di campioni nelle diverse discipline sportive.
   Sono pochissimi i paesi che possono vantare un tale eccellenza, ciò nonostante si percepisce che c’è qualche cosa che non funziona a Cortina. Ci sono stati  degli errori di   valutazione che non ci hanno permesso di rimanere al passo con l’evoluzione di altri paesi.
    Non essendoci uno studio approfondito sull’argomento e, di conseguenza, la possibilità di un’analisi globale che possa rispondere al quesito, ci rifaremo ad alcuni fatti storici ed alla nostra esperienza e conoscenza sull’operato in questi ultimi anni della collettività d’Ampezzo per comprendere le motivazioni di questa caduta, formulare suggerimenti e ripartire guardando il futuro con serenità.
   A suo tempo il nostro paese con coraggio iniziava ad internazionalizzarsi: nell’ottocento le poche persone che potevano permettersi dei lunghi soggiorni in paesi ameni, avevano certamente una scelta limitata, ma frequentavano solo le località più belle. Sulle Alpi si conosceva Chamonix, Saint Moritz, Garmisch Partenchirke, Kitzbüel, Madonna di Campiglio, Cortina e poche altre stazioni. Per quanto riguarda il nostro centro, la popolazione si adeguò immediatamente a questa opportunità, imparò le lingue straniere e nuove attività, nacquero alberghi, negozi, rifugi, noleggi carrozze e cavalli, nuovi mestieri come le guide alpine, l’artigianato riprese vigore, i maestri artigiani produssero oggetti di grande pregio e valore che venivano acquistati  dagli ospiti. Ebbe cosi inizio un’ apertura ad un mondo che cambiava con grande beneficio per l’economia del paese.
    Negli anni fra le due guerre mondiali ci fu un consolidamento del nome di Cortina, la quale venne scelta dal regime come stazione  alla moda.
    Nel 1956 Cortina, grazie alle Olimpiadi, ed al fatto che per la prima volta venivano trasmesse in televisione, divenne di fama internazionale allargando la sua potenzialità turistica a tutto il mondo, con un flusso di ospiti sempre in crescita fino alla fine degli anni settanta.
   Negli anni ottanta ci si accorse che le presenze nel ricettivo della nostra mono-economia turistica era in netto calo: le presenze diminuiscono e nel migliore dei casi c’è una preoccupante stagnazione. Per questo settore è un duro colpo.  A grandi linee possiamo dire che il paese non si era rinnovato, avevamo perso la spinta che ci ha caratterizzati per molti decenni, venne a mancare quella sinergia fra pubblico e privato indispensabile per un sano progresso. Se in questo settore Cortina va in controtendenza rispetto all’Alto Adige, si assiste ad un consolidamento ed una drastica mutazione nel sistema produttivo: il mercato delle seconde case diviene la prima economia, che non investe i proventi in Ampezzo, ma che crea un indotto artigianale di alto valore, portando questo settore in posizione economica preminente nel paese.
    E’ indispensabile parlare degli errori commessi in questi anni ma senza fare polemica , che per la criticità del momento storico e le argomentazioni che proporremmo non ha senso d’esistere.
   Spesso le Amministrazioni Comunali non sono riuscite a creare sistema. Nel peggiore dei casi si costituirono in gruppo di potere finalizzato nella realizzazione prioritaria dei propri interessi.
    L’intramontabile concetto che soltanto uniti si progredisce e si fanno grandi opere, è stato sostituito con la partigianeria, che ha diviso  di volta in volta il paese in amici che vanno accontentati e nemici che vanno ignorati.
   I molti anni di grande affluenza turistica che sembrava  non dovessero mai terminare, non concorsero a creare i presupposti necessari per ammodernare le strutture e  per la preparazione di una nuova classe dirigente. Il paese si trovò cosi a dover affrontare un nuovo modo di concepire le vacanze ed una concorrenza turistica enorme. I nostri concorrenti non erano più solamente le centinaia di stazioni turistiche che nascevano come funghi su tutto l’arco alpino ma anche quelle dell’emisfero opposto che offrivano, durante il nostro inverno, vacanze al mare in isole da sogno, le capitali del mondo e le città d’Arte erano e sono sempre più gettonate. Il turismo globale ci ha trovati impreparati,  le scelte e le non scelte del paese e delle amministrazioni Comunali, ci hanno fortemente danneggiato. Mentre noi rimanevamo fermi le altre stazioni nascevano e crescevano con impianti e strutture adeguate alle mutate esigenze dei turisti.
   Sulle analisi, per praticità, ci confronteremo con l’Alto Adige, territorio a tutti ben noto, che è cresciuto e si è sviluppato turisticamente in maniera eccellente e, si guardi bene, la loro crescita non è dovuta solo alle preponderanti possibilità finanziarie di cui dispongono che certamente hanno contribuito e ne hanno determinato lo sviluppo, ma si sono avvalsi di una programmazione territoriale attenta ad ogni tassello che forma la proposta turistica ed economica in genere. Lo studio del territorio con le sue eccellenze, della viabilità, degli impianti di risalita indispensabili, del tipo e dimensioni e numero delle attività ricettive, dell’incentivazione alle aziende artigianali, agricole ed alla popolazione perché possa  rimanere nelle valli con una loro abitazione ed un lavoro remunerativo, alle leggi di tutela per le minoranze linguistiche e molti altri dettagli. In fine, hanno individuato ed attuato un sistema promo-pubblicitario  adeguato ai tempi,  efficace e premiante.
   Ritornando a noi, dalla fine degli anni cinquanta in poi non siamo mai riusciti a fare un piano trentennale condiviso ma neppure decennale su come o cosa dovrà essere Cortina nel futuro. Non abbiamo scelto un target di riferimento, ed al contrario abbiamo aperto il paese a tutti, a qualsiasi prezzo, ed ad ogni tipo di speculazione svilendo il paese. I benefici per la popolazione sono risultati modesti  ed il danno al paese lo viviamo oggi con tutta la sua gravità.
  Con i vari piani regolatori abbiamo bloccato il cambio destinazione delle case rurali  dei residenti, promuovendo delle svendite in numero considerevole, abbiamo inibito una crescita imprenditoriale turistica, abbiamo costretto le aziende all’immobilismo, mentre altrove impianti, piste, alberghi, alloggi diventavano sempre più aderenti al mercato internazionale.
  Non abbiamo sostenuto le aziende agricole, le uniche che potevano garantire la stabilità e la cura del territorio.
   Abbiamo costruito o ristrutturato male le strutture di uso civico e turistico, ed altre di fondamentale interesse non sono neppure state prese in considerazione.
   Abbiamo affossato la nostra cultura e le nostre tradizioni.
   Abbiamo perso un quarto della nostra popolazione e i nostri figli continuano ad andarsene.
   Sulle scelte importanti siamo spesso stati male informati, con il risultato di una forte conflittualità e divisioni con conseguente affossamento delle iniziative. Abbiamo costruito delle strutture disseminate sul territorio che ci sono costate e continuano a costarci cifre ingenti senza aver risolto il problema per cui furono volute, altre sono chiuse o non più utilizzate. Non siamo riusciti neppure a copiare quei centri polivalenti che altrove si sono dimostrati validi e meno costosi in riferimento alla  loro edificazione e gestione.
   L’avere ancora degli avvenimenti sportivi di importanza mondiale e manifestazioni di risonanza nazionali, sono importanti ma non sono più sufficienti.
   Il turismo, per la popolazione e per tutte le categorie imprenditoriali del paese è e resta il motore economico principale, va di conseguenza  reinventato, con la collaborazione di tutti e su  nuove basi, partendo da una strategia che tenga in considerazione e analizzi il “perché” dei risultati ottenuti dalle stazioni concorrenti in continua ascesa. A conti fatti scopriremo che c’è ben poco da inventare ma molto da copiare.
   Il nostro gruppo “ Comitato Civico Anpezo” inizia da queste considerazioni, un esame più approfondito dei vari aspetti che compongono la vita “possibile” nella nostra valle per un  prossimo futuro, con attenzione ad una forte presenza culturale ed una crescita economica che permetta la permanenza e, se possibile, il ritorno dei nostri concittadini che non hanno potuto restare in paese.
   Tutti coloro che desiderano: proporre, avere un confronto, segnalare, approvare o correggere o  contribuire alla stesura di questo piano sono i ben venuti e lo potranno fare interpellandoci o  utilizzando direttamente i nostri siti di face book o il Blog  – eddy.demenego@gmail.com http://eddy-demenego.blogspot.com

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

venerdì 6 maggio 2011

Tentativo del Governo Veneto di strumentalizzare i fondi Brancher a loro vantaggio per il Rifugio Bruno Crepaz del CAI Veneto.

 Cortina 6 Maggio 2011.  Il nostro Gruppo di Progetto Referendum è indignato per il solito modo d’agire del potere regionale e ci chiediamo, con quale diritto Il Governo Veneto si permette di allunga le mani sul fondo Brancher?
Quel fondo è nato a seguito dei referendum dei paesi che vogliono andarsene dal Veneto. 
Quel fondo e stato istituito unicamente per calmare in qualche modo la protesta della nostra popolazione contro un Governo regionale che non ha scusanti per come tratta gli abitanti della montagna. 
I politici a livello nazionale hanno concordato quello stanziamento per i comuni di confine.
Ma ora il Governo veneto, che non ha fatto  e non fa nulla, se non boicottare i referendum, pretende di decidere sui progetti.
 E chiaro che all’Assessore Finozzi  piace il progetto del CAI del Veneto, ma è lecito avere dei dubbi sulla finalità per una cattedrale nel deserto da ristrutturare al passo Pordoi con lo scopo di farne un “ modernissimo centro residenziale convegnistico-didattico di rilevanza internazionale”, come se non ci fossero strutture di cittadini della minoranza Ladina nella parte bellunese del passo, adatte e da ampliare o migliorare, rispettando i fini del fondo Brancher; oppure non ci fossero paesi di confine nel bellunese dove sarebbe più logico ed utile che venissero costruite ed inserite strutture di quel tipo, in un contesto urbano già antropizzato ed attrezzato. 
Se si comincia a gettare il denaro per la megalomania di qualcuno, o chissà forse per migliorare la casa di vacanze dei propri soci,  la conflittualità e la sfiducia in questi governanti potrà solo aumentare.  
Il Veneto, il CAI e  l’Amministrazione della fondazione Dolomiti Unesco (quest’ultima  molto contestata per le sue scelte e con  problemi interni da risolvere), cerchino altrove i fondi per le loro iniziative. I soldi del fondo Brancher sono destinati alle popolazioni della montagna per la loro cultura e la loro economia che certamente è minacciata dalla concorrenza delle regioni autonome, ma in realtà è fortemente penalizzata dalla negligenza e mancanza di programmi e regolamenti del Governo Veneto. In Alto-Adige sono i programmi e le leggi che fanno la reale differenza amministrativa.   
Se al Veneto “pesa” la montagna, la lasci libera e autonoma, saprà certamente governarsi meglio di quanto non sia governata oggi, che da solo soldi e precedenza, a Venezia e le città industriali di pianura.
Ci auguriamo che i commissari, per la valutazione dei progetti, scartino a priori tutti quelli in odore di speculazione  o che non siano presentati dalle Amministrazioni locali deputate a tale scopo.

Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

martedì 19 aprile 2011

Il Sindaco, sulla tangenziale mente per giustificare la sua scellerata decisione di affossare il progetto ANAS.

Cortina d’Ampezzo, 18 Aprile 2011. A seguito di alcune dichiarazioni sulla tangenziale di Cortina da parte dell’Onorevole Paniz e del Sindaco Franceschi,  come Comitato Civico Anpezo ci sentiamo chiamati in causa e desideriamo che non vi siano fraintendimenti o falsità nelle comunicazioni con il pubblico.
L’Onorevole Paniz  a Radio Cortina ha ribadito ciò che poco prima aveva detto al sindaco Andrea Francesci in un caffè di Roma, sottolineando come “in questi tempi di crisi, rinunciare a un finanziamento è un lusso che nessuno, specie un ente pubblico, dovrebbe permettersi. Vale anche per la tangenziale di Cortina”. Pronta è stata la reazione del Sindaco Franceschi che ha giustificato la sua decisione con una serie di banalità, nascondendo la vera ragione della bocciatura del Progetto ANAS per la nostra tangenziale.
Certamente l’Onorevole Paniz non sapeva e non poteva immaginare che il Sindaco Franceschi, ignorando la volontà popolare (com’è sua abitudine) che si era espressa a favore del progetto ANAS in un sondaggio d’opinione da lui promosso, mercanteggiava in maniera sconsiderata il progetto stesso al solo scopo di mantenere la sua poltrona di capo del Comune. Non era un segreto in paese la forte opposizione in consiglio da parte di alcuni assessori e consiglieri di maggioranza  disposti a far cadere il Governo del Paese se fosse passato il piano ANAS, cosi il Sindaco ricattò il resto della maggioranza: se non avessero votato come voleva lui si sarebbe dimesso e quindi, tutti a casa.
Questo comportamento è stato inqualificabile e, va da se che ogni  presa di posizione e dichiarazione ulteriore del Sindaco, su questo argomento, risulta falsata da quella funesta votazione del Consiglio Comunale il 18 Agosto 2010 dove si affosso il progetto ANAS.
Per questo e solo per questo il progetto Anas è stato bocciato dal Consiglio Comunale, con la conseguenza che  Cortina dovrà convivere con il traffico pesante, che passa per il centro del paese, per molti decenni ancora.
A sua giustificazione il Sindaco dichiara di aver seguito il consiglio del  Ministro delle infrastrutture che, in occasione di un incontro nell’agosto scorso, suggeriva un progetto più contenuto. Peccato che in paese si sapesse  che un piano alternativo era già stato concordato da mesi tra lui ed i suoi consiglieri dissidenti , quindi, ben prima del colloquio con il Ministro.
Il paese, nel prossimo futuro, pagherà a caro prezzo la mancanza di una moderna viabilità, e prendere atto che l’unica strategia adottata dell’amministrazione per risolvere l’annoso problema, è quella di sperare “come unica chance” nei mondiali del 2017, ci fa cadere le braccia.
Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

lunedì 4 aprile 2011

Franceschi nuovamente in campagna elettorale

Che l’anno antecedente il rinnovo del Consiglio Comunale le Amministrazioni si mettano in eccitazione è facciano di tutto e di più, è un atteggiamento consolidato nella politica,  ma con l’arroganza dell’Amministrazione attuale, che ritiene  di non aver bisogno di consigli da nessuno e procede a testa bassa nel bene e nel male, ci preoccupa non poco.
Di tutti gli errori commessi, di cui alcuni gravissimi, non solo non fa ammenda ma li minimizza, ed in questo caso il Sindaco con la solita disinvoltura se ne fa un vanto, dichiarando che le precedenti amministrazioni hanno fatto peggio di lui.
Se perdere tempo nel fare dei progetti, anche buoni,  per  delle opere utili all’attività socio-economica del paese, per la maggior parte rimaste sulla carta, è grave, lo è maggiormente la fretta di fare qualcosa per l’avvicinarsi delle elezioni che, non corredata da una corretta analisi ma dal solo motivo di sembrare efficienti, può causare molti danni..
Chi non ricorda ieri, non ha domani diceva Montanelli. Non è pertanto  possibile scusare un’Amministrazione perché manca d’ esperienza: tutti i bilanci del Comune sono sempre a portata di mano, quindi come non accorgersi che a Cortina siamo pieni di cattedrali costruite senza uno studio serio ed approfondito per il loro utilizzo e per i relativi costi di gestione? Queste cattedrali  ci sono costate e continuano a costarci moltissimo, senza aver risolto i problemi per cui vennero volute. A chi dobbiamo imputare le colpe? Agli Amministratori che non hanno saputo individuare gli scopi ed interpretare le necessita del Paese, o ai progettisti che non hanno capito l’obiettivo da raggiungere e non hanno fatto dei piani finanziari adeguate agli stanziamenti? Certo che  continuare con questo sistema è inammissibile. Oggi nel 2011 si ripetono gli errori del passato: si vuole costruire una palestra di roccia coperta, senz’altro utile per il paese, ma già ci costerà come da preventivo, il doppio di analoghe strutture in Alto Adige, e  pur sapendo che avrà una gestione difficile la si farà staccata da ogni centro sportivo con aumenti dei costi gestionali. Prima che inizino i lavori, ci auguriamo che qualcuno in Comune si sia garantito di avere fra le varie associazioni sportive locali un gestore per quella struttura per avere costi certi. Nella stessa zona  ci sembra di aver capito che sorgerà un parco giochi per bambini, in questo caso ci auguriamo che l’elaborazione del parco venga dato ad uno  studio professionale che fa ed ha referenze eccellenti per queste strutture, per non avere un domani un “parchetto” con strutture acquistate in internet.
Per terminare, se in un Amministrazione non c’è la professionalità adeguata per certe scelte, ed è del tutto normale, ci si affidi sempre a grossi professionisti in grado di presentare studi adeguati con costi e benefici sicuri.

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego



mercoledì 9 febbraio 2011

Lettera aperta al Presidente della provincia di Belluno.



Lettera aperta al Presidente della provincia di Belluno.
Cortina 09 febbraio 2011 - Egregio Presidente Bottaccin, ha fatto  bene a ricordare al Capo dello Stato Giorgio Napolitano la situazione di disagio della popolazione del bellunese perché, in quanto garante della Costituzione, deve tutelare anche le minoranze etniche, non potendo però interferire con la procedura direttamente disciplinata dalla Costituzione stessa, la quale riserva ogni iniziativa in materia ai comuni ed alle province interessate invece ogni considerazione politica al Parlamento.
Lei Presidente Botaccin è leghista, quindi interceda presso l’On.Berlusconi e l’On.Bossi, che sono attualmente “il Governo”, perché presentino ed approvino le leggi che interessano a noi.
Se poi è amareggiato per essere “figliastro” di questo nostro stato italiano che non applica l’art. 3 della Costituzione per la popolazione da Lei amministrata, non possiamo che darLe ragione ed essere solidali. Prendersela però con il Presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder,  che ha dichiarato di non  festeggiare i 150 dell’Unità d’Italia in quanto si sentono una minoranza austriaca in questo paese, e non hanno  scelto loro di far parte dell’Italia, ci sembra eccessivo,  perchè Durnwalder ha ragione. La storia non  si può cambiare. 
Nelle fasi post belliche potrà anche essere interpretata secondo gli interessi dei vincitori, ma falsarla ostinatamente è una grave discriminazione. 
Nel 1918 le popolazioni di lingua tedesca , quelli di lingua italiana e quelli di lingua ladina del Tirolo passarono all’Italia. Il movimento irredentista esisteva nel trentino, ma non nel comprensorio di Bolzano o nel capitanato d’Anpezo. Quindi oggi in Italia abbiamo una minoranza Tirolese di lingua tedesca ed una Tirolese di lingua ladina, e se queste minoranze, nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, “ricordano la separazione dalla madre patria”,(parole di Durnwalder), non mi sembra che i loro concetti possano essere tacciati come “dichiarazioni intollerabili che oltrepassano ogni limite” (parole del Senatore Maurizio Fistariol), ma vanno lette con il più elevato senso di civiltà e democrazia espresse anche nell’art. 21 della nostra Costituzione « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. »
Se poi Luis Durnwalder ha dichiarato che non hanno un grande interesse a festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, dal nostro punto di vista, riteniamo che è assolutamente coerente e  ci associamo. 
Per tutti coloro che nei nostri territori vorranno invece festeggiare : Viva la Libertà !

Per il Gruppo Progetto Referndum
Eddy Demenego

martedì 25 gennaio 2011

No all'ipotesi di Comunità allargata 25 gennaio 2011 - Comunicato stampa

Cortina, 25 gennaio 2011 - Sull’ipotesi di una Comunità Montana unica  - e in riferimento alla dichiarazione del Sindaco Andrea Franceschi «Il momento storico ci dà la possibilità di unirci (...) per elaborare una vera politica per la montagna  bellunese e allo stesso tempo contare di più nei rapporti con la Provincia e la Regione. I cittadini ce lo chiedono, noi amministratori dobbiamo avere il coraggio di lanciare il cuore oltre l’ostacolo» -  noi del Comitato Civico Anpezo non siamo d’accordo.
Che la popolazione chieda al Sindaco di avere una Comunità Montana allargata è francamente poco credibile. Ci sono altre cose richieste dai cittadini di Cortina, e l’hanno fatto attraverso un referendum ed un sondaggio di opinione, in entrambi i casi ci sono stati da parte del sindaco, chiusure totali. Evidentemente non è d’accordo con la maggioranza dei cittadini. Se il Sindaco vuole fare, come dovrebbe, gli interessi della popolazione, si dia da fare per rendere possibile il passaggio dei nostri comuni dal Veneto all’Alto Adige. Il suo disinteresse ci ha già fatto perdere tre anni preziosi. 
Ritornando alle Comunità Montane, riteniamo non sia questo il sistema per salvaguardare l’economia dei nostri paesi, e non siamo noi a dirlo, diverse regioni italiane le hanno già eliminate ed altre si prestano a farlo. L’errore fondamentale che le ha rese inefficienti, sta nella loro composizione, cioè, non si guardò ad una omogeneità culturale ed economica, ma si rispolverò il sistema Napoleonico dei comprensori orografici. Nel caso della nostra Comunità, non si prese in considerazione di farla con i paesi ladini storici e quelli dei ladini veneti di oltre chiusa che hanno in comune anche l’economia turistica: il risultato fu la disgregazione.
 Proporre oggi una comunità unica per il Cadore, è anacronistico, avrà già difficoltà per un nome condiviso. Comelico, Sappada, Ampezzo, non si riconoscerebbero in quel nome. Gli interessi di Pieve di Cadore sono diversi da quelli di Sappada, quelli di Auronzo non hanno nulla da spartire con quelli di Valle e Lorenzago ha problemi dissimili da quelli del Comelico e cosi via con tutti gli altri comuni. La rappresentanza in consiglio, così com’è concepita oggi, è populista ma discriminante verso i paesi più popolati.
Vi sono altre strade per una collaborazione che soddisfi tutti, "l'unione dei Comuni" che si può fare su progetti singoli a cui aderiranno quelli realmente interessati (con un notevole risparmio di denaro, il che non è da sottovalutare). C’è un problema industriale, un problema turistico, un problema agricolo, un problema di assistenza sanitaria, un problema di viabilità, di gestione degli uffici comunali, si associeranno solo gli aventi lo stesso problema, senza far perdere tempo a quelli che non ce l’hanno. Su singoli problemi è facile trovare un accordo all’unanimità, ed è più facile chiedere all’ente superiore un aiuto per risolverlo.
Ricreare un centro di potere più grande delle attuali Comunità Montane, si risolverà nel solito carrozzone politico, dove i Sindaci di destra, di centro e di sinistra, avranno con il potere provinciale, regionale o nazionale al governo, atteggiamenti di sudditanza o di scontro, rendendo così inefficaci le richieste. 
Se qualcuno pensa che i paesi di montagna uniti conteranno di più, dovrebbero considerare che nell’attuale governo veneto i politici bellunesi sono stati eliminati dalla Giunta Regionale, in quanto la provincia non ha i numeri per avere un peso politico. 
La Vice presidenza data a Toscani è un attestato di stima nei suoi confronti, ma non essendo in giunta e presidente senza portafoglio, può fare poco.  

Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

Referendum: Lettera aperta al Dr. Maria Laura Simonetti Prefetto della Provincia di Belluno.

 Cortina 24 Gennaio 2011Stimato Prefetto, nel Suo discorso d’insediamento nella Prefettura di Belluno, in riferimento al referendum: «seguirò gli sviluppi con molta attenzione (...) promettendo anche di segnalare e sostenere a livello centrale le richieste che arriveranno dal territorio». Queste intenzioni  ci  sembrano foriere di un cambiamento di indirizzo verso i referendari di una Provincia che Lei ha giustamente riconosciuto essere impegnativa. Come Lei ben sa il malcontento generale della nostra popolazione ha indotto il Consiglio Provinciale a richiedere un referendum per lasciare il Veneto, Regione che è cosi distante e dichiaratamente disinteressata alla montagna, tanto da ritenere imbarazzante e addirittura inutile, avere un suo rappresentante politico all’interno del suo massimo organo di Governo.
Questa nostra petizione ha lo scopo di fare chiarezza e distinzione fra il Referendum provinciale ed i  vari  referendum Comunali. Le amministrazioni di questi ultimi hanno condiviso l’esasperazione dei loro amministrati per lo stato di abbandono in cui i Governatori di Venezia li hanno reclusi. Vi sono delle comunità che sono ricorse all’istituto del referendum per i loro alti tassi di emigrazione (anche il 60%), altri che, anche in anni prosperi, non riuscivano a chiudere i bilanci in attivo.
Gli ultimi Comuni referendari, compresa la Provincia, ricorrono al referendum non per motivi cosi gravi, ma non meno pesanti, perchè si rendono conto che la loro  popolazione è stanca di una Regione che vede questo territorio montano interessante unicamente per lo sfruttamento  idrologico e la possibilità di speculazione edilizia, a favore dei non residenti.
Infine vi è il referendum dei tre Comuni ladini storici, Colle Santa Lucia, Cortina d’Ampezzo e Pieve di Livinallongo, che vogliono lasciare una Provincia, con cui non hanno nulla da spartire, per ritornare in quella di Bolzano da dove furono arbitrariamente staccati dal regime fascista nel 1923. Siamo ovviamente solidali con tutti i referendari, che riteniamo abbiano ragioni più che sufficienti per voler cambiare regione, ma vogliamo sottolineare la differenza fra la nostra richiesta e la loro. Per noi ritornare in Alto Adige è riunirci con il popolo con cui abbiamo condiviso e condividiamo: tradizioni, cultura e lingua, ma principalmente una storia millenaria.
In un Veneto  che non rispetta e non tutela le minoranze linguistiche, siamo destinati a perdere le nostre radici,  la nostra lingua, la nostra identità. La possibilità per i nostri giovani di continuare a vivere in questi paesi, è sempre più difficile. Il decremento demografico nei nostri tre comuni è molto alto, rispetto all’anno 1921 e del 25 - 45%. Nell’Alto Adige la popolazione Ladina, che gode di leggi e regolamenti che ne tutelano cultura e permanenza  sul territorio, è invece raddoppiata.
Per queste ragioni ci rivolgiamo a Lei Signor Prefetto, ed il motivo per cui lo facciamo è la Sua dichiarazione, che riteniamo coraggiosa ed impegnativa.
La Corte Costituzionale, come Lei ne è sicuramente a conoscenza, il dieci gennaio 2011 ha liquidato la questione sollevata dal sindaco di Colle Santa Lucia Oscar Troi, senza neppure entrare nel merito, adducendo che il Comune non è legittimato a sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla stessa, poiché un ente locale non può essere riconosciuto come «potere dello Stato». 
In sintesi, il Sindaco chiedeva ai giudici di far sì che il Governo rispetti l’obbligo costituzionale di presentare un progetto di Legge per il passaggio dei tre comuni dal Veneto all’Alto Adige entro i sessanta giorni dal ricevimento dei risultati del referendum.  
La Prefettura è «potere dello Stato», e dipende direttamente dal Ministero degli Interni. Signor Prefetto, chiediamo pertanto il Suo cortese interessamento per inoltrare alla Corte Costituzionale ciò che è stato negato ai  nostri Sindaci, al fine di rendere giustizia alla volontà popolare espressa con un referendum previsto dalla Costituzione Italiana.
 Con deferenti ossequi

                                                        per il Gruppo Progetto Referendum
                                                                                 Eddy Demenego

martedì 18 gennaio 2011

Sul TG1 Rai la raccolta firme per la doppia cittadinanza Italo-Austriaca

Grande attenzione dei media nazionali per la raccolta firme promossa a Cortina da ULDA, Schützen e Siro Bigontina per consentire agli ex cittadini della monarchia asburgica di ottenere la doppia cittadinanza italo-austriaca. 
Anche il telegiornale della rete ammiraglia Rai, nell'edizione pomeridiana del 15 gennaio, ha dedicato un servizio all'iniziativa.


giovedì 13 gennaio 2011

Raccolta firme per la doppia Cittadinanza Italo-Austriaca



Cortina d'Ampezzo 13/01/2011 Comunicato stampa - Grazie alla straordinaria iniziativa dell’ULDA, degli Schützen e di Siro Bigontina per la raccolta delle firme atte ad ottenere la doppia cittadinanza agli ex appartenenti alla Monarchia Asburgica , al desk della cooperativa abbiamo percepito l’entusiasmo degli ampezzani . La cosa che più ci ha colpito è stato l’afflusso dei giovani che con piena conoscenza del problema hanno posto la loro firma, dimostrando cosi di avere una perfetta identità di vedute, pur non mancando alcune persone che si sono dimostrate scettiche a tale iniziativa.
Noi rispettiamo le opinioni di tutti , e a maggior ragione quelle supportate da fatti  storicamente rilevanti. Riteniamo  arbitrario che le persone nate nei nostri tre comuni  di Cortina – Colle e Livinallongo cioè il vecchio capitanato di Ampezzo distretto dell’Impero Austroungarico,  non debbano esprimere la loro volontà  chiedendo la doppia cittadinanza che significa : quella di cittadini italiani di lingua ladina e quella storica di appartenenza. É ridicolo l’invitarci ad emigrare in Austria.
I Sappadini, pur parlando un dialetto tedesco, hanno ribadito che da sempre sono patrioti italiani e vogliono tornare in Friuli e non con Bolzano, ricordando che nei motti del 1848 e nella prima grande guerra hanno combattuto per scacciare gli Austriaci.
Per i tre comuni Ladini storici il percorso è stato diverso, il 1848 è passato inosservato in quanto da noi non cerano irredentisti, e nel 15/18 i nostri nonni hanno combattuto per rimanere Austriaci, di lingua Ladina ma cittadini Austriaci. Prendendo per esempio solamente Cortina su una popolazione di circa 3500 abitanti ben 686 furono chiamati alle armi e servirono fedelmente nell’esercito imperiale,si ebbero 146 fra morti e dispersi ed in oltre per il valore dimostrato dai soldati ampezzani furono rilasciate ben 20 medaglie al valore militare 16 d’argento e 4 di bronzo Oggi siamo cittadini Italiani di lingua ladina,  anche noi amiamo il tricolore e  se ritorneremo in Alto Adige rimaniamo comunque Italiani. Se oggi siamo ancora nella provincia di Belluno, lo si deve ad un manipolo di fascisti bellunesi i quali pretesero nel 1923 che i nostri comuni facessero parte del loro territorio. Ed ancora nel 1945 quando la provincia poteva far parte di una regione Dolomitica  (che oggi vorrebbero) dissero no, ma nuovamente pretesero i nostri territori.
Per una corretta informazione ricordiamo che il nostro Governo dal 2006 concede la doppia cittadinanza a tutti gli Italiani che vivono all’estero, e cosi hanno fatto molti stati europei e di altri continenti. Se noi chiediamo al Governo austriaco di riconoscere che le nostre popolazioni ladine hanno ancora un legame antico con la loro nazione e vorremmo avere la cittadinanza Italo-Austriaca, non ci sembra nulla di strano.

Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego