sabato 27 novembre 2010

Lettera aperta al segretario provinciale del Carroccio Diego Vello - Comunicato Stampa del Gruppo Progetto Referendum.

Cortina d'Ampezzo 27/11/2010 -  “La Lega Nord nasce sotto il segno dell’autodeterminazione dei popoli”. Bravo Vello: finalmente parole chiare senza incertezze, al contrario di tante posizioni ambigue e titubanti, di Amministratori che non riescono, o non vogliono ottemperare alle decisioni referendarie dei loro amministrati. 
Questa precisazione, puntualizzata  dal Segretario Provinciale del Carroccio, ha sancito ancora una volta la vera posizione della Lega, chiara e netta senza dare addito a diversa interpretazione  nel rispetto del voto popolare.
Ci consola sapere che un partito cosi importante può farsi carico e portare avanti i desideri di una parte cospicua della popolazione provinciale che si è espressa, altrettanto chiaramente, attraverso i referendum.
Avremmo gradito sentire parole tanto chiare da parte dei nostri Amministratori, che invece, per bocca dell’Assessore  alla Cultura Ladina di Cortina d’Ampezzo, “un duro, come si è definito, e che non vuole essere tirato per la giacchetta” si espresse in maniera molto ambigua e preferisce lasciare che la pratica referendaria “dormiente”  nei meandri del Ministero degli Interni, anzicchè stimolarne il buon esito.
Hai dato un prezioso esempio ai nostri Amministratori sul come dovrebbero svolgere il loro ruolo  che è duplice:  politico ed amministrativo, non solamente amministrativo, come asserisce il nostro Assessore!
Quanto siamo lontani da quelle buone Amministrazioni ( del passato) che si battevano con coraggio e determinazione per il bene del loro paese. 
Ci sembra che oggi solo la Lega sia disponibile a forzare la mano al Governo per  rendere giustizia ad un popolo che, nel periodo fascista, è stato arbitrariamente staccato dalla sua provincia di origine, e che vuole ritornarci.
Grazie Presidente Vello!
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

venerdì 26 novembre 2010

Seconda lettera di risposta del Presidente Giorgio Napolitano - Gruppo Progetto Referendum

Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica
Ufficio per gli Affari Giuridici  e le relazioni Costituzionali
Roma 7 dicembre 2010
UAG.11.3
N.1557/2007

Egregio Signor Demenego,
in relazione alla Sua Lettera, indirizzata al Capo dello Stato, La informo che questo Ufficio ha sottoposto quanto da Lei rappresentato all’Attenzione del Ministro dell’interno, per l’esame di competenza.
Voglia gradire cordiali saluti.
Il Direttore dell’Ufficio
dott. Gino Onorato



Seconda lettera al presidente Giorgio Napolitano - Gruppo Progetto Referendum.

Cortina d'Ampezzo 26/11/2010 - al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
Oggetto: referendum del 27/28 Ottobre 2007 per la minoranza Ladina.
Stimato presidente, ringraziandoLa per il Suo cordiale riscontro del 16 Novembre 2007 alla nostra del 12 ottobre 2007, Ci rivolgiamo nuovamente a Lei dopo tre lunghi  anni, chiedendo ancora una volta il suo interessamento ed il Suo aiuto, perché crediamo nella Sua sensibilità per ottenere giustizia dalla più alta carica dello stato e quale rappresentante di tutti gli italiani.
Il governo  non ha saputo, o voluto applicare gli adempimenti previsti dalla Costituzione e dalle leggi inerenti al referendum, per il passaggio di regione dei nostri comuni, dal Veneto all’Alto Adige, come peraltro è avvenuto lo scorso anno per la Val Marecchia che è passata dalla regione Marche all’Emilia Romagna.
Il nostro referendum, con voto plebiscitario, ha chiesto il passaggio dei comuni di Cortina d’Ampezzo, Pieve di Livinallondo e Colle Santa Lucia dal Veneto all’Alto Adige per i seguenti motivi:
a) perché siamo Ladini che hanno condiviso con le popolazioni del Tirolo storico un unico territorio amministrativo, storia, tradizioni e cultura. Dal 1918 siamo cittadini italiani di lingua ladina, Cittadini che vogliono rimanere in Italia ma nella loro Regione d’origine (Alto Adige).
b) Perché la separazione dalla nostra provincia nel 1923è arbitraria.
c) Perché grazie alle leggi del Tirolo abbiamo mantenuto la nostra lingua, leggi e regolamenti e consuetudini antiche.
d) Perché con i ladini del Sella siamo un unico popolo.
e) Perché i Ladini hanno sempre combattuto per la loro terra.
f) Perché vogliamo rimanere Ladini, e solo nel Trentino Alto Adige con le sue leggi di tutela delle minoranze è possibile.
g) Perché con quelle valli abbiamo ancora quasi tutto in comune: usi , costumi, lingua, economia, tranne l’appartenenza ad un unico territorio amministrativo.
La nostra Costituzione  non prevede, che le leggi applicate dal regime fascista in dispregio alla popolazione debbano essere perpetrate nel tempo. Segnali inquietanti vengono da rappresentanti del Governo, per esempio, dal  Prefetto di Belluno, perfettamente a conoscenza della volontà popolare espressa con il referendum del 29-10-2007, a seguito della riorganizzazione dei collegi elettorali ha prospettato l’ulteriore suddivisione dei tre comuni ladini storici, disgregare invece che aggregare, vecchio discorso che speravamo di non udire  più .
Per un Suo richiamo non solo al governo ma anche alle autorità governative regionali, provinciali e comunali, affinché onorino quanto espresso dalla volontà popolare con il referendum nel rispetto dei principi di tutela delle minoranze riconosciute dalla Costituzione. 
La ringraziamo, Signor Presidente, per quanto vorrà fare e con deferenti ossequi le porgiamo il nostro saluto.
Per i Ladiis d'Anpezo
Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

Il Consiglio Regionale della Venezia Giulia dice si a per Sappada

Cortina d'Ampezzo 26/11/2010 - La recente votazione del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, che con un risultato di 45  sì e di un solo astenuto,  ha recepito, la volontà di Sappada  di passare dal Veneto alla regione Giuliana, ha evidenziato una scelta politico-culturale  finalmente tesa alla valorizzazione
delle cogenti  ragioni di carattere storico, e socio-economico  che hanno motivato la volontà  del passaggio di regione espressa dai sappadini , una scelta prevista peraltro dalla Costituzione Italiana che con gli articoli 132 e 133, nel cconsiderare la fusione o la creazione di nuove regioni, considerà altresì la possibilità del distacco di province o comuni da una regione per essere aggregati ad un’altra.
Com’è noto anche Cortina, facendo leva su solide argomentazioni storiche e culturali, ha espresso unitamente a Colle di Santa Lucia e Pieve di Livinallongo, la volontà di tornare nella provincia di Bolzano 
tale  richiesta  tuttavia, anche se supportata da un referendum che ha evidenziato come il 78% della popolazione si sia espressa favorevolmente per tale soluzione, è stata fortemente osteggiata dall’Amministrazione Galan  che non ha risparmiato in tal senso toni aspri  e talvolta offensivi.
 Fortunatamente l’Amministrazione pubblica è cambiata a nostro favore: la Regione oggi è amministrata dalla Lega con il suo presidente dr. Zaia, ci troviamo quindi nella condizione migliore perché il nostro volere possa trovare  una felice conclusione. Il voto dato nei nostri tre comuni alla  Lega, che diventato il primo partito del collegio elettorale, rappresenta un riconoscimento reale verso chi ha sempre ritenuto non negoziabile uno dei principi fondamentali su cui si basa l’essenza della Lega stessa: l’autodeterminazione dei popoli.
Il concetto di autodeterminazione trova la sua realizzazione pratica nel referendum popolare, già previsto nella nostra Costituzione, i territori regionali, provinciali e comunali sono stati costituiti come un organizzazione “  provvisoria” , diversamente sarebbe difficile capire il perché degli articoli che ne prevedono la modifica. 
Il testo finale della dichiarazione di Zaia riportato dai giornali ci fa prevedere che il nostro problema possa avere una felice risoluzione. Zaia ha riconosciuto che le ragioni di Cortina e di Sappada sono di natura storica e culturale, quindi non è una fuga dal Veneto, è un ritorno in una provincia da cui erano state strappate: la storia e la cultura non si possono cambiare.
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego



giovedì 18 novembre 2010

Il Vice Sindaco Verocai lavora troppo e fa confusione.

Cortina d'Ampezzo comunicato del 18/11/2010 -In un intervista rilasciata al periodico Voci di Cortina del mese di Ottobre c’è un’ interessante intervista rilasciata dal Vice Sindaco ed assessore alla Cultura Ladina, e proprio su questo tema troviamo certamente non interessante per i contenuti che non ci sono, ma sufficientemente chiara per capire quanto é confuso il suo pensiero.
Parlando del Referendum per il ritorno in Alto Adige dei nostri tre Comuni, con  spavalderia fa a pezzi un concetto unitario dichiarando  “ Sarò duro, un conto è la cultura ladina, un conto è stato il referendum, un altro ancora è ottemperare all’esito emerso dalle urne” e termina senza aver detto nulla, che il suo compito è quello di amministrare, per il resto deve pensarci il governo.
Da parte nostra ci chiediamo se sia possibile che al nostro Sindaco non venga mai in mente l’importanza del suo ruolo “politico amministrativo, e non solo amministrativo come gli farebbe più comodo, e che occupa quella poltrona in quanto  eletto dalla popolazione ed alla stessa deve rendere conto del suo operato. Nel caso specifico in quella consultazione i nostri concittadini senza mezzi termini hanno decretato l’indirizzo politico, che da quel 29 ottobre 2007, la Sua e tutte le Amministrazioni seguenti dovranno onorare “combattere ad oltranza  per il ritorno del nostro paese nella provincia di Bolzano”, punto e basta. Tutti I suoi bizantinismi sono pertanto fuori luogo. Il suo compito principale rimane l’adempiere al volere dell’ottanta per cento dei nostri concittadini, a meno che nel Franceschi-pensiero anche in questo caso ci siano gli estremi per dare ragione a quel venti percento di cittadini che hanno votato contro il ritorno con Bolzano.
Non è preoccupazione vana la nostra, in altra  occasione al solo scopo di tenere la poltrona l’ha già fatto, ora essendo noto che  nella sua maggioranza ci sono diversi Assessori e Consiglieri che del ritorno d’Ampezzo in Alto Adige non ne vogliono sapere, potrebbe rifarlo.
Ripetiamo la domanda, la popolazione di Cortina vuole sapere per quale motivo non ha fatto nulla per il referendum. Il dr. Franceschi, non può stare in due scarpe è’ tempo che scelga quale parte sostenere, anche a rischio di scontentare quei membri di giunta che sono contro il volere del popolo, a meno che non sia proprio Lui l’ostacolo, ed osservando come sta sfasciando il paese e rompere quella coesione della popolazione e delle associazioni imprenditoriali di Cortina faticosamente raggiunta in passato, potrebbe essere l’analisi più appropriata, ed  è tempo di cambiare percorso per il quale non è mai troppo tardi.
Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego