venerdì 22 ottobre 2010

Collegi Elettorali - ulteriore Tentativo per Separare i Ladini Storici.

Cortina d'Ampezzo 22/10/2010 - Tempi sempre più duri per il popolo Ladino. Siamo alle solite: il Governo, o chi per esso, approfitta di tutte le occasioni per cancellare la volontà popolare espressa con un referendum e sottometterla al suo volere. Dalle dichiarazioni  del ministro Galan a quelle del Dr. Zaia, all’immobilismo dei Parlamentari e di ogni ordine politico nazionale, c’è un perfetto accordo; punire chi ha osato chiedere giustizia ad un parlamento che si professa anti fascista ma che non si dissocia, anzi approva, il tentativo di  cancellare un popolo e la sua cultura, separandolo e disperdendolo, come avvenne nel 1923 ad opera del fascismo. Metodo incivile e prepotente che perdura tutt’oggi.
La prefettura, invece di pensare ad un’aggregazione che fosse in linea alle aspirazioni espresse dalle popolazioni con il referendum, ha proposto, anche se in via provvisoria, la disgregazione del nostro collegio elettorale.
Bravi invece i nostri Sindaci  venuti a conoscenza dell’esistenza di una bozza per la riorganizzazione dei collegi elettorali, che vorrebbe le popolazioni dei nostri paesi ulteriormente disgiunte, hanno immediatamente espresso la loro contrarietà.
Con questi continui attacchi alla nostra integrità di popolo Ladino ci sentiamo cittadini italiani di seri B, notando che chi di dovere è sordo alle richieste di chi vuol salvare la sua cultura unitamente al suo paese. 
Il Veneto non ha leggi né regolamenti che lo possano fare, la possibilità di mantenere la nostra gente in montagna si riduce di generazione in generazione, e questo è inaccettabile. Noi vogliamo vivere qui, vogliamo che i nostri figli ed i figli dei figli possano continuare a farlo. 
Nessuno dovrebbe permettersi,  ad ogni occasione data dal governo, di ignorare un referendum che ha visto la maggioranza assoluta della popolazione dire basta a questa situazione e che ha riconfermato ciò che i nostri vecchi hanno chiesto per un secolo, senza mai demordere. 
Basta! vogliamo ritornare con la nostra gente, in una regione  che ha il massimo rispetto delle minoranze etnico-linguistiche.  
Lo ribadiamo, siamo in Italia e cittadini italiani, ma di lingua ladina.
Ancora oggi a Cortina, ci sono persone che ci considerano un popolo di un territorio conquistato nella prima Grande Guerra e come tale privo di diritti. 
Dove si vuole portare questa popolazione, alla sua estinzione, o alla sua esaperazione? Come si può pretendere che in queste condizioni ci sia in futuro una garanzia per  un sano e civile ordine sociale?
I nostri comuni vogliono restare uniti. Non usate ulteriormente l’arroganza del potere, ma il buon senso del padre di famiglia. 
Ogni azione genera una reazione, sarebbe auspicabile non arrivarci.

Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego

giovedì 7 ottobre 2010

Risposta del Comitato alle false affermazioni del Sindaco Franceschi - Comunicato Stampa Comitato Civico Anpezo.

Cortina d'Ampezzo 07/10/2010 - Martedì 5 Ottobre, a Radio Cortina, il Sindaco Franceschi ha scaricato la sua rabbia cercando di screditare al limite della diffamazione il porta voce del gruppo Progetto Referendum. Non era più semplice, da parte sua, rispondere alle domande che gli abbiamo rivolto e che l’ottanta per cento della popolazione referendaria aspetta? Era veramente una risposta cosi difficile farci sapere cosa ha fatto in questi tre anni per il passaggio di Cortina dal Veneto all’Alto Adige senza girare il discorso su un fatto personale, dichiarando che le accuse, a mezzo stampa, rivoltegli dal Demenego erano la conseguenza della mancata concessione dello svincolo al suo albergo, presentata come fosse una richiesta illecita e al limite della legalità, o peggio.
Per sgombrare il campo da ogni possibile dubbio una richiesta, sui generis, di Demenego, venne protocollata il 29 gennaio 2009 n° 1651, alla quale il Sindaco non ha mai risposto. In quel documento si proponeva, la disponibilità di Demenego a firmare una convenzione con il Comune per mantenere il presidio di PS a Cortina nel suo ex hotel, e della parte rimanente, 300 metri quadri trasformare questo volume in tre appartamenti da affittare a prezzi agevolati a famiglie bisognose di casa, a scelta  del Comune. É veramente cosi disdicevole o infamante fare una proposta del genere?
In verità, da collaboratore dell’Amministrazione Comunale Demenego ed il Comitato Civico Ampezzo, si sono dissociati a seguito della politica insensata del Sindaco del suo inconcepibile voltafaccia sulla questione “circonvallazione di Cortina”: prima promuove un sondaggio d’opinione in paese sul progetto Anas con uno schiacciante risultato a favore,  poi, a distanza di un anno, lo capovolge  prendendo in giro la popolazione che ha votato al solo scopo di assecondare alcuni membri di Giunta e mantenere unito il suo gruppo, minacciandolo per altro che se avessero votato differentemente dal suo volere, avrebbe dato le dimissioni.
Questo modo di gestire la cosa pubblica ci ha fortemente preoccupati e da quel momento abbiamo deciso di vigilare sul suo operato e rendere di pubblico dominio tutte quelle scelte che si dimostreranno dannose  per i nostri compaesani.
Ora il tempo di ignorare il volere della popolazione è scaduto, s’impegni e lavori sulle scelte importanti ed indispensabili per questa valle, dopo tre anni di governo, al di là della prosecuzione dei lavori della precedente amministrazione, dimostri ciò che a fatto Lui di nuovo e positivo.
Per il Comitato Civico Anpezo
Eddy Demenego

lunedì 4 ottobre 2010

Richiesta al Sindaco Franceschi di cosa ha fatto per il referendum in questi 3 anni.

Cortina d'Ampezzo 04/10/010 - Il 28 settembre c’è stato un Consiglio Comunale e ci aspettavamo che, fra le comunicazioni del Sindaco, ci fosse almeno una sua dichiarazione  su cosa avesse fatto in questi tre anni per il passaggio di Cortina dal Veneto all’Alto Adige. Non ci sembrava fosse una risposta cosi difficile. Forse ha ragione una buona parte dei nostri concittadini che sono convinti  non abbia fatto assolutamente nulla, e, non parlandone e non informando, pensa che con il passare del tempo quelli che hanno votato dimentichino  il perché delle proprie scelte. Noi non dimenticheremo! 
A Cortina in questi tre anni hanno soggiornato decine di ministri, sottosegretari, parlamentari, governatori, consiglieri regionali  e molti altri personaggi che contano in Italia.  Noi chiediamo,  nella ormai remota possibilità che il Sindaco abbia a cuore questo paese, di contattare queste  conoscenze che ha fatto, grazie alla sua invidiabile posizione di primo cittadino di Cortina, chiedendo loro un dignitoso aiuto per superare quegli ostacoli che ci sono, ma non sono insormontabili. 
Non pretendiamo  abbia il coraggio dei nostri avi, che a paese conquistato dall’imperatore  Massimiliano chiesero ed ottennero il rispetto delle loro consuetudini a tutela  della popolazione e del paese, ma il suo interessamento e la sua efficiente operatività  per l’attuazione della volontà espressa liberamente dai cittadini con il referendum..
In considerazione dei gravi e pressanti impegni che la carica di Sindaco comporta, forse non ha trovato il tempo necessario sufficiente per documentarsi a tale proposito. Il problema richiede certamente delle risposte precise ed accurate e necessariamente anche un certo periodo di tempo  per una corretta risposta informativa. 
Fiduciosi in una sua sollecita risposta, anche a carattere esplicativo, restiamo in attesa.

Per il Gruppo Progetto Referendum
Eddy Demenego